Agenzia del Demanio avvia progetto per fotovoltaico su terreni statali

Al via i primi quattro bandi per la concessione di appezzamenti pubblici da destinare alla produzione di energia da fonte rinnovabile
Terreno interessato dal bando in Friuli-Venezia GIulia | Immagine: Agenzia del Demanio

L’Agenzia del Demanio ha avviato un progetto pilota di partenariato pubblico-privato per la concessione di terreni pubblici inutilizzati a favore dell’installazione di impianti fotovoltaici. I primi quattro bandi interessano appezzamenti in Friuli-Venezia Giulia, Molise, Puglia e Umbria.

Gli avvisi prevedono la concessione dei terreni per la realizzazione e gestione di impianti fotovoltaici da parte delle Esco (Energy service company), anche tramite configurazioni di autoconsumo quali le comunità energetiche rinnovabili (CER).

Il progetto prende il via con la concessione di quattro terreni nei Comuni di Lecce (LE), Campomarino (CB), Spilimbergo (PN) e Narni (TR) che, scrive il Demanio in una nota, risultano già idonei all’installazione di impianti per la produzione di energia da fonte rinnovabile (Fer).

Le domande di partecipazione alle gare possono essere inviate dal 10 aprile alle 12 del 16 settembre a eccezione del bando relativo al terreno di Narni (TR), in Umbria, dove la scadenza è fissata alle 12 del 9 settembre.

Le CER che verranno realizzate dovranno includere almeno un comune affinché gli incentivi erogati dal Gestore dei servizi energetici (GSE) potranno essere destinati a compensare parte dei fabbisogni energetici di edifici pubblici come scuole, biblioteche e uffici relativamente ai consumi inseriti nella comunità. Il GSE sarà di supporto all’Agenzia del Demanio nel coinvolgere i comuni interessati per la creazione di nuove CER e per informare quelle già costituite sulle opportunità offerte dai bandi.

Il progetto, sostiene l’Agenzia, segue un “modello win-win”: lo Stato ha l’opportunità di attrarre investimenti per valorizzare un patrimonio inutilizzato e non destinato ad altre funzioni contribuendo alla produzione di energia rinnovabile, mentre le Esco possono vendere l’energia prodotta e aderire o realizzare Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) per le quali è previsto un punteggio premiale nella valutazione delle proposte.

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