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“Nel 2026, potremmo assistere a un andamento simile al 2024, con un minimo primaverile e una leggera crescita nei mesi autunnali e invernali. Tuttavia, il mercato potrebbe anche riservare sorprese, soprattutto se dovessero emergere nuove criticità o opportunità sul fronte delle rinnovabili”, si legge nel rapporto.
“Attualmente in Europa oltre 1.000 GW di capacità rinnovabile sono in attesa di approvazione per la connessione alla rete, di cui circa 370 GW in Italia”, si legge nel rapporto.
pv magazine Italia ha parlato del rischio PUN-izione per le aree industriali italiane nel 2026. Donato Leo ha spiegato che la crescita repentina della domanda elettrica nel Nord e nel Centro-Nord, legata allo sviluppo dei nuovi data center, dovrebbe essere nel breve periodo soddisfatta prevalentemente da un aumento della produzione dei CCGT già esistenti. La crescita della domanda elettrica resta fortemente concentrata nel Nord mentre la produzione rimane al Sud. Questo potrebbe portare a “un miglioramento della media nazionale accompagnato da prezzi persistentemente elevati proprio nelle aree che trainano il PIL”, dice Mauro Moroni. Il rischio teorico di “PUN-izzazione”, cioè una pressione strutturale verso l’alto dei prezzi all’ingrosso, esiste, ma non è lo scenario più probabile se il DL Bollette verrà applicato correttamente, spiega poi Felice Lucia.
“In Italia, la chiarezza del permitting e la possibilità di ottenere connessioni e realizzare impianti BESS, sia standalone sia ibridati, possono rappresentare un punto di partenza interessante per gli operatori spagnoli presenti sul mercato. Le aziende che si internazionalizzano, secondo me, diventano più solide e competitive quando riescono a sfruttare le sfide e le esperienze acquisite nei diversi mercati in cui operano, utilizzandole per ottimizzare la propria attività anche in altri contesti”, ha detto a pv magazine Italia Pablo López de Rego Lage, country manager di Optimize Energy.
Il mercato fotovoltaico europeo è diviso sul significato e sui requisiti del “Made in EU” e le posizioni espresse a pv magazine Italia da Andrea Rovera di Italia Solare e Hector Rodriguez di SMA Italia ne sono uno specchio. Da un lato si vede il “Made in EU” come un’opportunità industriale da aprire anche ai grandi player globali che producono in Europa, mentre dall’altro è considerato un pilastro di sovranità che deve escludere chiunque sia sotto controllo extra-UE, anche se fabbrica nel continente.
In questo articolo per pv magazine Italia, Giovanni Giustiniani, Senior Permitting & Environmental Consultant di Nexta Capital Partners, passa in rassegna quelle che percepisce come le principali giurisprudenziali del mese di febbraio.
Gli impianti, quasi tutti agrivoltaici, sono complessivamente 11 e si trovano soprattutto nelle isole e al Sud Italia
Tempo fino al 30 giugno. L’assessore Cani: “nel corso dell’anno previsti altri bandi per oltre 100 milioni di euro”
Una recente risposta dell’Agenzia delle Entrate chiarisce che le trattenute operate dalle comunità energetiche rinnovabili sugli incentivi GSE, quando servono solo a coprire i costi di gestione, non generano attività commerciale né IVA, ma restano nell’ambito delle entrate istituzionali tipiche degli enti del Terzo settore.
Il Dl 200/2025, il cosiddetto Milleproroghe, ha ottenuto oggi il via libera definitivo al Parlamento, mettendo in sicurezza per il 2026 una serie di proroghe e semplificazioni che toccano in modo diretto il fotovoltaico e, in particolare, gli interventi nel settore turistico.
Il tribunale ha accolto il ricorso di un privato cittadino che intendeva realizzare un impianto sul tetto della propria abitazione
L’impianto di Pozzolo è l’ottavo progetto connesso da Recurrent Energy in Italia, il primo nell’area settentrionale, per un portafoglio operativo nazionale che raggiunge i 132 MW.
Secondo i dati Pexapark, l’Italia è stato a gennaio 2026 il mercato PPA di gran lunga più importante in Europa, rappresentando oltre il 55% della capacità contrattuale a livello continentale.
“Le stime di investimento tra gli 8 e i 10 miliardi di euro confermano che l’Italia è attualmente il mercato più attraente in Europa. Inoltre, non dobbiamo trascurare l’evoluzione tecnologica dei BESS: nel 2026 vedremo l’ascesa dei PPA evoluti”, Graziano Cucciolini, country manager di Prosolia Energy, ha detto a pv magazine Italia.
L’entrata in esercizio commerciale degli impianti è prevista tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027.
Alcuni ricercatori svedesi hanno sviluppato due nuove strategie di inseguimento solare monoassiale che regolano dinamicamente l’inclinazione dei pannelli in base alle esigenze di luce delle colture, bilanciando la fotosintesi e la produzione di energia. Una strategia dà la priorità agli obiettivi di integrazione della luce giornaliera prima di passare alla cattura di energia, mentre l’altra utilizza la curva di risposta alla luce per ottimizzare la fotosintesi, offrendo una maggiore efficienza a doppio uso rispetto ai metodi di inseguimento convenzionali.
La startup tedesca Solarsecure Tech ha introdotto un gateway progettato per disaccoppiare gli inverter fotovoltaici dai cloud dei produttori e bloccare i comandi di controllo remoto non autorizzati.
Una nuova ricerca dalla Francia evidenzia come l’altezza dei pannelli fotovoltaici possa influenzare in modo critico il flusso d’aria e l’evapotraspirazione nei sistemi agrovoltaici. Secondo lo studio, pannelli installati a meno di 3 metri di altezza possono modificare significativamente le condizioni microclimatiche, incidendo sulla crescita delle colture.
Uno studio quadriennale ha riveltao che i pannelli solari installati in un frutteto di pere australiano hanno ridotto i danni causati dal sole e dalla grandine, ma hanno anche ridotto la resa e alterato la colorazione dei frutti. I risultati della ricerca hanno anche evidenziato potenziale applicabilità dei dati rilevati ad altre colture frutticole come mele e ciliegie.
Una nuova ricerca mostra che i sistemi agrovoltaici possono rimodellare il suolo, modificandone umidità, temperatura e attività microbica, creando microzone eterogenee sotto e tra i pannelli. Una progettazione e gestione oculata possono migliorare la salute del suolo e la resilienza delle colture, soprattutto in aree degradate o aride, anche se gli effetti a lungo termine restano ancora incerti.
I ricercatori in Germania hanno valutato i rischi legati ai fulmini nei sistemi agrivoltaici integrati con il bestiame, identificando i principali meccanismi di lesione e stabilendo limiti di sicurezza per la tensione di passo e di contatto. Le loro simulazioni hanno dimostrato che i fulmini ai bordi e le strutture conduttive rappresentano i pericoli maggiori, sottolineando la necessità di progetti di messa a terra specifici per il bestiame e strategie di mitigazione.
Alcuni ricercatori statunitensi stanno testando l’agrivoltaico rigenerativo in un’azienda agricola nel sud della California, combinando pannelli solari con pratiche di ripristino del suolo come il compostaggio, la coltivazione di copertura e l’agricoltura senza aratura per migliorare la resa dei raccolti, la salute del suolo e l’efficienza nell’uso dell’acqua. Il progetto pilota valuta la fattibilità tecnica, ecologica ed economica, esplorando al contempo come questo approccio di condivisione del territorio possa ottimizzare la produzione alimentare ed energetica, ridurre il fabbisogno di irrigazione e fornire informazioni utili per l’implementazione su larga scala e i quadri politici.
I ricercatori dell’Università della Corea hanno sviluppato un framework di apprendimento automatico che prevede l’efficienza delle celle solari in base alla qualità dei wafer, consentendo uno screening precoce dei wafer e percorsi di produzione ottimizzati. Utilizzando oltre 100.000 punti dati industriali, l’approccio combina modellazione predittiva, ottimizzazione dei processi e intelligenza artificiale spiegabile per supportare la produzione fotovoltaica.
Gli scienziati del Centro Comune di Ricerca della Commissione Europea hanno testato due moduli di perovskite a giunzione singola all’aperto per un anno e hanno riportato prestazioni complessivamente stabili, supportate da un nuovo metodo di precondizionamento basato sulla luce per migliorare l’affidabilità delle misurazioni. Mentre un modulo si è degradato in modo significativo, l’altro ha mantenuto un’efficienza relativamente stabile con variazioni stagionali, evidenziando la necessità di studi all’aperto a più lungo termine.
Il diamante diventa un elemento chiave per la realizzazione di convertitori solari in grado di operare in ambienti ad alta temperatura. Stiamo parlando della tecnologia Black Diamond, le cui prime celle solari sono state testate dal Cnr-Ism, in collaborazione con l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. Grazie al meccanismo Pete, i dispositivi mantengono elevata efficienza anche in condizioni termiche estreme, aprendo nuove prospettive per l’integrazione tra fotovoltaico e solare termodinamico.
Google prevede di installare negli Stati Uniti un sistema di batterie al ferro-aria da 300 MW/30 GWh in Minnesota, nell’ambito di un accordo con Xcel Energy, abbinandolo a 1,6 GW di nuovi impianti eolici e fotovoltaici.
I lavori di costruzione della Broni Battery in Italia, la prima di Neoen nel Paese, procedono a pieno ritmo. Le attività di messa in servizio sono previste per la tarda primavera del 2026.
Tra il 2024 e il 2025, la capacità installata delle batterie in Europa è aumentata da 10 GW a poco oltre 17 GW. Aurora si aspetta che la capacità delle batterie europee supererà gli 80 GW entro il 2030, prevedendo quindi una capacità media di oltre 12 GW per anno a livello continentale.
Il decreto introduce, tra le varie disposizioni, la revisione volontaria dei meccanismi incentivanti del Conto Energia, misure per incentivare i PPA e, sul tema connessioni, interviene per risolvere il problema della saturazione virtuale della rete
Nell’ordine del giorno della convocazione a Palazzo Chigi risulta lo schema di decreto legge che prevede misure anche per riduzione del costo delle bollette, risoluzioni per saturazione delle reti e integrazione data center