I mercati energetici tra necessità di equilibrio e cambio di paradigma sulle connessioni
Due temi caratterizzano l’attuale scenario energetico in Italia: la necessità di equilibrio tra politica industriale e regolazione e il cambio di paradigma nelle reti da un approccio cronologico a uno basato sulla prioritizzazione. È quanto emerso dall’evento “Il nuovo scenario regolatorio energetico: politiche, sicurezza e investimenti” organizzato il 23 giugno a Roma dallo studio legale Fivers.
In linea con queste evidenze, in un messaggio rivolto alla platea, il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, ha sottolineato come “l’evoluzione dei mercati e gli obiettivi di decarbonizzazione richiedono una visione di lungo periodo sostenuta da un quadro regolatorio chiaro, stabile e orientato all’innovazione”.
Il primo di due panel che hanno costituito l’evento, ha visto l’intervento di Pietro Maria Putti, ad del Gestore dei mercati Energetici (GME), che ha sottolineato come negli ultimi anni il settore “si sia dato un sacco di regole, col risultato che i nostri mercati sono bloccati mentre altri, come India e Cina, prendono il volo in un contesto meno regolamentato”.
Tra gli interventi del secondo panel, invece, Marilena Barbaro, direttrice generale infrastrutture e sicurezza del Mase, ha rimarcato la volontà del dicastero di armonizzare i processi autorizzativi dei progetti e di connessione alle reti con l’art. 7 del DL Bollette: “se prima erano separate, adesso autorizzazioni e connessioni vanno di pari passo”, ha detto la direttrice che ha parlato di un passaggio “da saturazione virtuale a saturazione reale”.
Plauso da parte di Fabio Bulgarelli, responsabile affari regolatori di Terna, che, commentando il lavoro del Mase, ha sottolineato come “l’art. 7 del DL Bollette aiuterà gli investimenti, così come fanno il FerX e il quadro legislativo del Macse. Negli ultimi anni il settore elettrico italiano vive un periodo in cui si sono susseguite una serie di norme che hanno aiutato gli investimenti, attirando anche tanti investitori esteri”.
Con riguardo al nuovo sistema di gestione delle reti, ha chiarito che “l’idea sottostante è individuare le soluzioni di connessione, salvaguardare quelle già benestariate e che hanno investito tempo, per poi documentarle e metterle a disposizione degli operatori. Una volta che una delle soluzioni di connessione è satura gli operatori potranno cercarne un’altra”.
Anche Francesca Salvemini, componente del collegio Arera, ha posto l’accento sul passaggio “da un diritto alla connessione a un diritto condizionato alla connessione, perché la risorsa rete è scarsa e non c’è per tutti”.
“Quando si parla di investimenti sugli impianti – ha aggiunto – la certezza del diritto è uno degli elementi indispensabili per chi deve fare gli investimenti”. Quello che Arera sta cercando di fare, ha concluso Salvemini, “è regolamentare il passaggio da un sistema a generazione concentrata a un sistema di generazione distribuita”.
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