Aree idonee Veneto, gli assessori presentano il disegno di legge agli stakeholder
Limite superficie agricola utilizzata (SAU) regionale allo 0,8% con piattaforma di monitoraggio dedicata, per gli impianti fotovoltaici e per i sistemi di accumulo co-ubicati privilegiate le superfici già antropizzate ed estesa la procedura abilitativa semplificata (PAS) a impianti agrivoltaici tra 5 e 12 MW: sono alcune delle misure contenute nella proposta di Disegno di legge (Ddl) “Individuazione delle ulteriori aree idonee e disciplina in materia di impianti per la produzione di energia alimentati da fonti rinnovabili” del Veneto, illustrata il 10 giugno dagli assessori Massimo Bitonci (Energia) e Marco Zecchinato (Enti locali) a istituzioni, categorie economiche e portatori di interesse.
Il provvedimento dà attuazione all’articolo 11-bis del decreto legislativo 190/2024 che fissa per il Veneto l’obiettivo di realizzare entro il 2030 una potenza aggiuntiva minima pari a 5.828 MW.
Bitonci ha spiegato che la legge individua “criteri chiari per localizzare gli impianti, privilegiando aree già infrastrutturate o compromesse e limitando il più possibile il consumo di nuovo suolo agricolo”. Zecchinato ha puntualizzato che “il piano sarà sottoposto a valutazione ambientale strategica e a consultazione pubblica”.
Per quanto riguarda la SAU, pari a 835.231 ettari in Veneto, il limite massimo delle ulteriori aree idonee viene fissato allo 0,8%, corrispondente a 6.681,84 ettari, inclusi anche gli impianti agrivoltaici. A livello locale la soglia è prevista al 2% della SAU, con la possibilità per i Comuni di elevarla fino al 3% esclusivamente per impianti destinati all’autoconsumo industriale o alle Comunità energetiche rinnovabili (CER).
Per il monitoraggio della SAU, la Regione istituirà una piattaforma dedicata basata sui dati del Fascicolo Aziendale e del Sistema Informativo della Politica Agricola, alimentato dalle informazioni trasmesse dalle amministrazioni competenti nell’ambito dei procedimenti autorizzativi e interoperabile con la piattaforma nazionale.
La proposta individua poi ulteriori aree idonee per gli impianti fotovoltaici e per i sistemi di accumulo co-ubicati, privilegiando le superfici già trasformate o infrastrutturate. Tra queste rientrano i siti e gli impianti della Superstrada Pedemontana Veneta di proprietà della Regione, le pertinenze di opere pubbliche e di impianti di interesse pubblico, gli interporti, le aree portuali a vocazione industriale, le cave e le miniere ricomposte.
Per gli impianti fotovoltaici a terra nelle zone agricole restano ferme le disposizioni previste dalla normativa statale, mentre tutte le ulteriori aree individuate dal Ddl sono escluse se ricadono all’interno dei beni tutelati o entro una fascia di rispetto di 500 metri dal loro perimetro.
Gli impianti di accumulo non co-ubicati e gli elettrolizzatori potranno essere realizzati nelle aree adiacenti alle stazioni elettriche esistenti entro 300 metri, all’interno di impianti industriali e di impianti di produzione di energia elettrica già esistenti e autorizzati, gli interporti e le aree portuali industriali.
Per gli impianti di accumulo non co-ubicati vengono inoltre introdotte specifiche misure di tutela del territorio, con una fascia di rispetto di 500 metri dagli ambiti di urbanizzazione consolidata e dai centri abitati in territorio rurale, elevata a un 1 km in presenza di “recettori sensibili” quali strutture sanitarie, assistenziali, scolastiche, sportive, ricreative e luoghi di culto.
La PAS per gli impianti agrivoltaici viene estesa ai progetti tra 5 e 12 MW e sarà subordinata al mantenimento di almeno l’80% della produzione lorda vendibile, di una relazione agronomica con piano colturale e di un sistema di monitoraggio della continuità dell’attività agricola. Il soggetto attuatore dovrà essere un imprenditore agricolo.
Il Ddl aggiorna inoltre i criteri per la valutazione delle istanze, incaricando la Giunta di definire principi che consentano di equilibrare l’interesse pubblico e la tutela del settore agricolo e forestale, del paesaggio, del patrimonio storico-architettonico, dell’ambiente e della biodiversità.
Infine, il provvedimento dispone che la Giunta regionale definisca i criteri per verificare la continuità dell’attività agricola negli impianti agrivoltaici, disciplini il funzionamento del sistema regionale di monitoraggio della SAU, coordini la trasmissione dei dati alla piattaforma nazionale e svolga controlli sul rispetto delle prescrizioni contenute nei provvedimenti autorizzativi.
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