Rapporto Q2, Italia Solare: possibile collasso del Solar Captured-Price (SCP) già nel 2027
L’effetto della produzione solare si è riflettuto direttamente sulla frequenza di ore caratterizzate da prezzi sul MGP (Mercato del Giorno Prima) nulli, o estremamente contenuti, nel corso del trimestre. Lo dice Italia Solare nella sua analisi pubblicata oggi, aggiungendo che tutti i prezzi orari con un valore inferiore a 20 €/MWh sono stati registrati fra le 10:00 e le 18:00, con il picco massimo nella fascia di massimo irraggiamento tra le 12 e le 16. Le zone Calabria, Sud e Sicilia hanno registrato prezzi sotto questa soglia per 215 ore nel corso del trimestre da poco concluso.
“Gli spread zonali mensili, ovvero le differenze tra i prezzi zonali medi mensili e il PUN Index, che rappresenta la media ponderata di tutti i prezzi zonali, sono risultati ampiamente negativi al Sud e nelle Isole, avvicinandosi ai minimi storici proprio a maggio (con la Sardegna a -8,57 €/MWh e la Sicilia a -7,72 €/MWh rispetto al PUN Index)”, ha scritto Italia Solare.
Secondo l’associazione guidata da Paolo Rocco Viscontini, si potrebbe assistere a un collasso dei prezzi catturati dal solare già nel 2027.
Nel mese di maggio, Italia Solare ha registrato uno scostamento più marcato tra il Solar Captured-Price (SCP) e il prezzo medio base-load, ovvero il prezzo medio calcolato considerando tutte le ore della giornata.
“In Sardegna, a fronte di un prezzo medio base-load di 110,78 €/MWh, il SCP si è attestato a 64,8 €/MWh, pari al 58% del valore medio base-load. In Sicilia, il SCP è stato di 66,3 €/MWh (il 59% del prezzo medio base-load di 111,63 €/MWh).
Nelle zone Sud e Calabria, l’indicatore ha registrato un valore di 66,9 €/MWh, equivalente al 60% del prezzo medio base-load”.
Il PUN Index (Prezzo Unico Nazionale) è sceso dal valore medio del mese di marzo (143 €/MWh), arrivando a un valore medio di 119 €/MWh ad aprile e maggio, a causa dell’effetto congiunto di crescita della produzione fotovoltaica e riduzione della domanda di energia, L’ondata di caldo ha poi fatto risalire i prezzi nel mese di giugno, che ha fatto segnare un valore medio pari a 131 €/MWh.
“Dal report appaiono evidenti i ‘problemi’ legati allo spread zonale e al captured price del solare. Come risposta diventa centrale il ruolo dell’accumulo e della gestione congiunta (fisica o virtuale) di batterie e fotovoltaico. In questo senso, la figura del trader è abilitante per la stabilizzazione dei ricavi: ottimizzazione delle batterie sui mercati e possibilità di strutturare PPA con profili ibridi FV+BESS bancabili”, ha detto Silvia Barenghi, co-coordinatrice del Gruppo di lavoro Mercati di Italia Solare.
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