CER Elba, verso 2 MW di impianti collegati entro fine estate

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Le ultime notizie della Cers dell’Isola Elba riguardano la vittoria del secondo premio nazionale nazionale Cers di Legambiente.

pv magazine Italia ha parlato con Claudio Della Lucia, il presidente della Comunità, che ha spiegato come la Cers si stia preparando a raggiungere circa 2 MW di potenza fotovoltaica collegata entro la fine dell’estate. “Ad oggi la Cers conta 279 soci effettivi che hanno completato la procedura di iscrizione e altri 121 con le pratiche al momento in corso; la comunità conta poi 270 KW di impianti solari installati ed operativi ed oltre 2 Mega KW in fase di installazione che hanno presentato domanda di finanziamento Pnrr come partecipanti alla CER”.

Il presidente sottolinea che la continuazione delle attività con questo ritmo porterebbe ad una consistente riduzione delle emissioni carboniche dell’isola del 15-20% al 2035, come emerso nelle simulazioni del Progetto Europeo CO2 Pacman il cui capofila è l’Universitò di Siena.

Della Lucia racconta che la Comunità energetica elbana si distingue anche per il tempismo con cui è stata avviata. “Siamo stati uno dei primi in Italia a partire, quando ancora le normative erano totalmente incerte”, ha ricordato Della Lucia.

Sul fronte delle installazioni, la CER dell’Elba punta su superfici già esistenti. Gli impianti realizzati o in fase di realizzazione sono infatti collocati su tetti, capannoni e parcheggi, senza consumo di nuovo suolo. “Tra i soggetti coinvolti ci sono anche due Comuni che sono riusciti a presentare domanda di finanziamento per interventi su scuole e aree di parcheggio. Per quanto riguarda i privati, il progetto interessa in particolare hotel e altre attività del comparto turistico, oltre a edifici situati nelle zone industriali, dove i tetti dei capannoni offrono spazi adatti all’installazione”.

Della Lucia ha rimarcato che la transizione energetica locale non è iniziata con la CER: molti operatori avevano già investito nel fotovoltaico ben prima dell’attuale sistema di incentivi. “Bisogna ringraziare tutti quelli che l’hanno fatto prima senza incentivi”, ha detto, evidenziando come la parte più interessante del modello CER sia proprio la costruzione di una comunità in grado di coinvolgere, almeno sul piano associativo, anche chi ha già contribuito alla diffusione delle rinnovabili sull’isola.

 

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