Aree idonee Veneto, il progetto di legge in Giunta entro luglio
La Regione Veneto porterà in Giunta entro luglio il progetto di legge per ampliare le zone idonee all’installazione di impianti da fonti energetiche rinnovabili. Lo ha comunicato la stessa Regione Veneto, annunciando per il 10 luglio un tavolo di confronto con le associazioni di categoria.
Il testo del provvedimento, secondo quanto riferito dalla Regione, è già pronto e sarà sottoposto all’approvazione della Giunta regionale dopo l’incontro con le categorie. Il disegno di legge si inserisce nel quadro del Pizat, il Piano di individuazione delle Zone di Accelerazione Terrestri, con cui il Veneto punta a orientare lo sviluppo degli impianti verso aree considerate a basso impatto ambientale e infrastrutturale.
L’obiettivo dichiarato è duplice: accelerare la diffusione delle rinnovabili e, al tempo stesso, definire criteri localizzativi che tengano conto della tutela del paesaggio, del suolo agricolo e delle produzioni di qualità.
“Il tema delle aree idonee è oggi al centro dell’agenda regionale”, ha dichiarato l’assessore all’Urbanistica Marco Zecchinato, spiegando che la Regione è chiamata a “coniugare la crescita della produzione di energia da fonti rinnovabili con la tutela del paesaggio, del suolo agricolo e delle produzioni di qualità che caratterizzano il Veneto”.
Secondo Zecchinato, il Pizat e il disegno di legge dovrebbero costruire un quadro pianificatorio coerente, indirizzando gli impianti verso aree già infrastrutturate o interessate da precedenti trasformazioni. Il provvedimento, ha aggiunto, introdurrà anche strumenti di monitoraggio “per garantire un utilizzo equilibrato della superficie agricola”.
La questione ha anche una rilevanza energetica diretta. L’assessore alle Politiche energetiche Massimo Bitonci ha ricordato che il Veneto registra oggi “un deficit produttivo di energia elettrica pari a circa il 50% della domanda regionale”, coperto in larga parte da importazioni e cessioni da altre regioni.
Il Piano energetico regionale punta a ridurre questo deficit al 34% entro il 2030. Per farlo, ha sottolineato Bitonci, il Veneto dovrà accelerare sulle rinnovabili: l’obiettivo assegnato alla regione è pari a 5.828 MW di nuova potenza installata da fonti rinnovabili entro il 2030.
In questo quadro, l’ampliamento delle aree idonee viene presentato dalla Regione come uno strumento per rendere più prevedibili e rapidi gli iter autorizzativi. Bitonci ha parlato della necessità di introdurre “regole chiare e procedure più rapide per chi adotta misure di mitigazione ambientale”, indicando anche un obiettivo concreto: sbloccare 75 istanze di autorizzazione oggi pendenti, per una potenza complessiva di circa 2,4 GW.
Le Zone di Accelerazione Terrestri previste dal Pizat dovrebbero consentire procedure più snelle per i progetti dotati di adeguate misure di mitigazione. La Regione cita, tra le misure previste, la riduzione di un terzo dei tempi di rilascio per le autorizzazioni uniche, il parere obbligatorio ma non vincolante dell’autorità paesaggistica e procedure semplificate per gli impianti in edilizia libera.
“Con questo tavolo vogliamo costruire una norma condivisa, che dia certezza agli operatori e tempi più rapidi ai cittadini e alle imprese, senza abbassare la guardia sulla tutela del territorio”, hanno concluso Zecchinato e Bitonci.
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