Trinasolar prevede di fornire in Italia fino a 1,6 GWh di BESS nel 2026
Trinasolar sta consolidando la sua posizione di mercato in Italia, traendo vantaggio dagli schemi incentivanti e dalle nuove opportunità derivanti dal mercato BESS.
“L’anno scorso abbiamo partecipato al Macse. Uno dei nostri partner si è aggiudicato l’appalto. Quest’anno dovremmo fornire in Italia circa 1,4, 1,5 o 1,6 GWh di sistemi di accumulo (BESS). Non stiamo parlando di contratti firmati, ma di prodotti da consegnare e quindi di ricavi. Quest’anno in Italia iniziamo con il mercato della capacità”, ha dichiarato a pv magazine Italia Gonzalo de la Viña, presidente di Trinasolar per l’Europa, l’America Latina e i Caraibi.
Il dirigente europeo ha precisato che Trinasolar è attualmente in attesa dei risultati della gara d’appalto Macse, che martedì ha aperto il periodo (fino al 27 luglio) per l’invio della richiesta di ammissione.
Per l’azienda, l’Italia è il terzo mercato per pannelli, dopo Spagna e Germania, e il secondo per le soluzioni BESS, dopo il Regno Unito.
De la Viña ha aggiunto che, per quanto riguarda i pannelli, l’azienda dovrebbe fornire circa 2 GW in Italia nell’anno in corso. Trinasolar stima che la propria quota di mercato si attesti tra il 15 e il 20% per il mercato dei sistemi di accumulo (BESS). Simile il posizionamento per il mercato dei pannelli in Italia, nonostante le possibili complessità legislative.
“Sono europeo e favorevole all’Unione Europea. Tutti i Paesi ne traggono beneficio. Se iniziamo con la NZIA e l’IAA, le cose si complicano”, ha affermato de la Viña.
Parlando della possibilità di produrre pannelli e batterie in Europa, l’amministratore delegato europeo spiega che i costi in Europa sono superiori del 30-50% rispetto alla Cina.
“Non stiamo pianificando uno stabilimento per la produzione di moduli in Europa, ma stiamo valutando l’opzione di un impianto per la produzione di BESS qui. Ci sono ancora molti punti interrogativi”, ha affermato de la Viña, aggiungendo che, in questo caso, Francia e Spagna sarebbero attualmente le prime scelte.
Il presidente di Trinasolar per l’Europa ha affermato che il problema principale continentale è la mancanza di una catena di approvvigionamento, ma anche i salari elevati e in generale, appunto, i costi.
“Ci siamo avvalsi di una società di consulenza per analizzare i fattori politici, economici e diversi aspetti sociali, come i tassi di disoccupazione, al fine di selezionare i Paesi in cui insediare uno stabilimento BESS. Ci hanno suggerito di concentrarci sulla Spagna e sulla Francia. All’epoca, la nostra società di consulenza era un po’ scettica riguardo alla situazione politica in Ungheria. Andare in Germania era troppo costoso; altrimenti, ci saremmo andati”.
Il dirigente spiega che per loro è più conveniente importare materiali dal Sud-Est asiatico e dalla Cina, anche tenendo conto della tassazione sull’importazione.
Trinasolar cerca comunque di diversificare la propria catena di approvvigionamento. Per i sistemi di conversione di potenza (Power Conversion System, PCS), ad esempio, Trinasolar collabora con Power Electronics, azienda spagnola, ma offre anche i propri PCS, prodotti in Cina.
Come parte della propria strategia europea, l’azienda sta facendo poi investimenti diretti nel Vecchio Continente. Trinasolar detiene infatti una quota definita “trascurabile” nel progetto HoloSolis da 5 GW.
“Siamo coinvolti nel progetto HoloSolis. Si tratta di centro di produzione francese. Forniamo loro le nostre licenze e il supporto tecnico. Vogliamo avviare la produzione nel terzo trimestre del 2028. Stiamo chiudendo il round di finanziamento di Serie A e poi passeremo alla Serie B”.
Please login to comment