Il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase), in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei ministri e della Banca europea degli investimenti (BEI), ha predisposto le “Linee guida per l’integrazione della verifica climatica nelle valutazioni ambientali”. Il documento fornisce il quadro di riferimento operativo per integrare la verifica climatica, obbligatoria per accedere ai finanziamenti della politica di coesione europea, nella valutazione ambientale strategica (VAS) e nella valutazione di impatto ambientale (VIA).
L’integrazione proposta, riporta una nota, mira a favorire l’adozione di misure preventive di adattamento. La verifica climatica, specifica il Mase, sarà utile non solo per accedere ai finanziamenti della politica di coesione europea ma in tutti i casi in cui sia ritenuta opportuna dai proponenti dei progetti, dai finanziatori e dalle autorità competenti.
Le linee guida, si legge nel documento, intendono ottemperare alle crescenti intensità e frequenza degli eventi meteorologici estremi connessi ai cambiamenti climatici che impongono l’adozione di approcci metodologici in grado di valutare sia l’impatto degli interventi umani sul clima, sia l’impatto dell’evoluzione del clima presente e futuro sulle attività umane, al fine di identificare possibili azioni di adattamento.
L’integrazione mira a favorire l’adozione di piani e programmi relativi a interventi infrastrutturali sempre più in linea con gli obiettivi di neutralità climatica e sempre più resilienti ai fenomeni climatici cronici ed estremi, attraverso l’adozione di misure preventive di adattamento.
Il processo della verifica climatica dei progetti è suddiviso in due pilastri di analisi: neutralità climatica/mitigazione e resilienza climatica/adattamento. Ciascuno è caratterizzato da due fasi (screening e analisi dettagliata) e per entrambi la necessità di procedere a un’analisi dettagliata dipende dall’esito della fase di screening.
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