di Valeria Viti (partner di PerdersoliGattai), Alessia Marconi (partner L&B), Barbara Paulangelo (partner REA) e Chiara Graniti (techincal advisor REA)
Con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale n. 42 del 20 febbraio 2026 del decreto-legge 20 febbraio 2026, n. 21[1] (noto ai più come “decreto Bollette”), la tanto attesa riforma delle connessioni prende finalmente la strada del via, dopo mesi di gestazione.
Alla base della riforma, la constatazione che la prenotazione di capacità di connessione da parte di progetti non sufficientemente maturi o privi di concrete prospettive di realizzazione compromette l’efficacia della pianificazione degli investimenti infrastrutturali e può alterare la reale rappresentazione del fabbisogno di sviluppo della rete, generando inefficienze e potenziali rallentamenti nell’integrazione di nuova capacità produttiva. Ricordiamo che, a dicembre 2024, le richieste di connessione per impianti da fonte rinnovabili cubavano 349 GW, per la sola alta tensione.
In linea con gli orientamenti espressi dalla Commissione europea per risolvere le sfide legate alla mancanza di capacità fisica e virtuale della rete elettrica europea[2], il decreto propone un approccio basato su tre direttrici di intervento: (i) pianificazione strutturale degli investimenti sulla rete, (ii) semplificazione dei procedimenti autorizzativi per il potenziamento infrastrutturale, (iii) razionalizzazione delle richieste di connessione, con superamento del criterio sequenziale (c.d. first-in, first served), in favore di meccanismi selettivi che valorizzano il grado di maturità dei progetti (c.d. first ready, first served).
L’articolo 7 del decreto interviene in particolare sul tema della pianificazione delle esigenze di rete assumendo quale riferimento strutturale il Piano di sviluppo 2025-2034 della rete di Terna e mediante l’utilizzo del portale T.e.r.r.a.
Ricordiamo che il portale, istituito già a partire dal 2023, è dedicato all’interfaccia fra le amministrazioni competenti e Terna e, a breve, i produttori di energia. Attraverso tale piattaforma sarà possibile consultare in modo strutturato le informazioni relative alle capacità di rete disponibili e agli interventi di sviluppo programmati e, per conseguenza, pianificare lo sviluppo di nuove iniziative FER secondo una logica di coordinamento con le esigenze di potenziamento già individuate a monte da Terna.
Attraverso il portale sarà infatti possibile monitorare lo sviluppo delle cosiddette “microzone”, ossia porzioni della rete di trasmissione nazionale (RTN) individuate all’interno delle zone di mercato, per le quali Terna indicherà la capacità di rete disponibile per il collegamento di impianti FER e di accumulo, aggiornata trimestralmente sulla base delle nuove richieste di connessione, delle autorizzazioni rilasciate e dell’entrata in esercizio di nuovi impianti.
Terna ha già suddiviso la rete in 76 microzone, che dovranno essere aggiornate periodicamente per tener conto dell’evoluzione fisiologica dei nodi subzonali, in funzione degli impianti di volta in volta allacciati. La scelta di ripartire il territorio in microzone risponde all’esigenza di snellire i processi autorizzativi (e i molteplici tavoli tecnici) delle relative opere di connessione, poiché le misure di rinforzo necessarie per consentire i nuovi allacci riguarderanno interventi circoscritti, limitati solo a sub porzioni di rete.
Le modalità di funzionamento del portale e di attribuzione di tale capacità aggiuntiva di connessione dovranno essere definite entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto, tramite un successivo decreto Mase, sentita l’Arera.
Il decreto Bollette introduce inoltre un nuovo articolo, il 10-bis, nell’ormai pluri-ritoccato Tufer. Tale articolo contiene le disposizioni relative alla riforma delle connessioni, la cui attuazione operativa sarà disciplinata dall’Arera che, entro 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto, dovrà aggiornare il Testo integrato delle connessioni attive.
A partire dalla pubblicazione dei provvedimenti adottati dall’Arera, le nuove soluzioni di connessione alla rete saranno rilasciate attraverso procedure trasparenti e non discriminatorie in finestre temporali definite (le open seasons), la cui periodicità dovrà essere definita dalla stessa Arera. Il gestore della rete di trasmissione nazionale potrà rilasciare soluzioni di connessione anche in eccesso rispetto alla capacità accoglibile nel punto della rete assegnato, e aggiudicherà definitivamente la capacità di rete ai progetti che prima otterranno il titolo abilitativo o autorizzativo.
Per quanto riguarda le soluzioni di connessione già rilasciate prima della pubblicazione dei provvedimenti Arera, saranno fatte salve solo quelle afferenti a progetti non ancora autorizzati che, a tale data, abbiano già ricevuto il benestare (validazione del progetto tecnico) da parte del gestore della rete di trasmissione nazionale. In ogni caso, la soluzione di connessione – anche quella fatta salva per effetto del benestare già reso – sarà definitiva solo ad autorizzazione intervenuta.
Nella sola ottica della pianificazione dello sviluppo della rete e della quantificazione della capacità assegnabile in sede di open season, Terna potrà tenere conto dei progetti che abbiano già completato un iter autorizzativo ambientale, a condizione che il giudizio ambientale abbia avuto a oggetto il progetto tecnico della soluzione di connessione comprensivo degli interventi di sviluppo e potenziamento della rete elettrica di trasmissione nazionale. Considerato che le soluzioni di connessione validate sono fatte salve dagli effetti caducatori della riforma, il caso testé menzionato parrebbe riferirsi ai soli casi in cui l’iter ambientale sia stato avviato in assenza della validazione della soluzione di connessione.
Per quelle soluzioni di connessione non ancora benestariate, è prevista la decadenza che – tuttavia – non integrerà una causa di sospensione o rigetto delle domande autorizzative pendenti, destinate a essere congelate fino al rilascio di una nuova soluzione di connessione tramite open season. Va da sé che questa procedura, seppur utile a ridurre la congestione della rete, potrà comportare un allungamento dei tempi delle autorizzazioni, in quanto le pratiche restano sospese in attesa del rilascio della nuova soluzione e della predisposizione del relativo progetto.
Chi invece riceverà una soluzione di connessione secondo la nuova procedura, dovrà avviare l’iter di PAS o di Autorizzazione Unica entro 90 giorni dall’accettazione della soluzione.
Una novità non irrilevante è anche quella che gli interventi di sviluppo e potenziamento della rete di trasmissione saranno autorizzati direttamente da Terna, ai sensi del riesumato decreto-legge 239/2003 (salvo non si tratti di opere già validate e in iter autorizzativo, per le quali il proponente non opti per il passaggio alla nuova disciplina). In questo contesto, potranno essere autorizzati con DIA ai sensi del decreto-legge 239/2003 taluni limitati interventi, a patto che si disponga della superficie utile agli interventi (che non potrà essere acquisita tramite esproprio; si noti: nulla è escluso per le servitù di passaggio).
Si osserva che il decreto disciplina in dettaglio le connessioni alla rete di trasmissione nazionale, mentre il caso delle connessioni alla rete di distribuzione è trattato in modo più generico: viene previsto che il gestore della rete di distribuzione possa rilasciare soluzioni di connessione attraverso procedure trasparenti e non discriminatorie, anche oltre la capacità massima accoglibile in un determinato punto, ma non viene esplicitamente indicato che tali soluzioni siano assegnate in via definitiva ai progetti autorizzati, né viene estesa a tali reti la disciplina più articolata prevista dal comma 3 e seguenti per la rete di trasmissione.
Rimane incerto il coordinamento di tale riforma con quella contenuta nel D.lgs. n. 3/2026 (c.d. “Market Design”), pure di recente introduzione, che ha previsto la possibilità per gli operatori di ricorrere alla stipula di accordi di connessione “flessibili”, sottoscrivibili con il distributore e il gestore della RTN nelle zone in cui la capacità di rete disponibile per nuove connessioni è limitata o nulla, secondo modalità disciplinate dall’Arera. Il decreto definisce come flessibili l’insieme delle condizioni concordate per la connessione della capacità elettrica alla rete che comprende condizioni per limitare e controllare l’immissione di energia elettrica nella rete di trasmissione o nella rete di distribuzione e il prelievo di energia elettrica da tali reti.
Il meccanismo, che nei casi di ritardi di realizzazione delle opere di rete per la connessione consente di istituzionalizzare il ricorso a meccanismi di “connessione provvisoria”, appare invece non del tutto coerente con la riforma introdotta dal decreto Bollette se pensato come meccanismo di lungo periodo.
Si resta in attesa della conversione del decreto in legge, con l’auspicio che molti nodi possano essere sciolti.
[1] “Misure urgenti per la riduzione del costo dell’energia elettrica e del gas in favore delle famiglie e delle imprese, per la competitività delle imprese e per la decarbonizzazione delle industrie, nonché disposizioni urgenti in materia di risoluzione della saturazione virtuale delle reti elettriche e di integrazione dei centri di elaborazione dati nel sistema elettrico”.
[2] https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:C_202506703
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