Aree idonee, in Puglia via libera della giunta al disegno di legge

Share

La Giunta regionale della Puglia ha approvato ieri lo schema del disegno di legge 31/2026 per l’individuazione delle superfici e delle aree idonee per l’installazione di impianti a fonti rinnovabili.

In una nota, la Regione specifica che la legislazione sulle aree idonee non interviene sulla programmazione, ma si limita a prevedere percorsi semplificati per ottenere le autorizzazioni nel caso di installazioni ricadenti nelle stesse.

Nello schema di legge approvato, la giunta ha deciso individuare un numero limitato di aree aggiuntive “nella consapevolezza che la Puglia presenta già un volume di iniziative nel settore considerevole”. In merito, riporta la Regione, tra il 2021 ed il 2025 è stata autorizzata l’installazione di 4.471 MW di nuovi impianti, a fronte dei quali 1.700 MW risultano realizzati.

Tra le aree aggiuntive individuate, rientrano le aree adiacenti ai centri di elaborazione dati (entro 350 metri) purché la produzione di energia sia asservita unicamente al loro funzionamento, i siti nella disponibilità di università e parchi tecnologici, le aree retroportuali ma solo per l’autoconsumo.

Sempre in una logica conservativa, continua la nota, la giunta ha introdotto alcune specifiche che puntano a tutelare il paesaggio e l’agricoltura sancendo come interesse pubblico prevalente la conservazione degli ulivi, delle produzioni agroalimentari di qualità (DOP, IGP, biologico) e delle tradizioni locali. L’articolo 5 detta disposizioni specifiche, prevedendo che, nel rilascio del provvedimento autorizzatorio, è considerato di interesse pubblico prevalente preservare, in quell’area, la presenza degli ulivi, delle produzioni agroalimentari di qualità, delle produzioni agroalimentari tradizionali – limitatamente alle superfici agricole effettivamente destinate alla coltura – e i terreni interessati da produzioni biologiche.

Inoltre, nel caso di interventi ricadenti in aree classificate come industriali, prevale la matrice paesaggistica del contesto territoriale individuata dal Piano paesaggistico territoriale regionale (Pptr).

L’articolo 8 si introduce la “Consultazione pubblica per i progetti di impianti da fonti rinnovabili” prevedendo incontri informativi tra proponenti, Comuni e cittadini. L’obiettivo è “rafforzare il coinvolgimento della popolazione e l’integrazione delle istanze territoriali nelle decisioni pubbliche su progetti con effetti ambientali e territoriali”.

Infine l’articolo 9, “nella logica di contrastare i cosiddetti sviluppatori”, introduce un obbligo per i proponenti a presentare entro 60 giorni dal rilascio del titolo un cronoprogramma e due fideiussioni specifiche, la cui mancanza determina la decadenza automatica dell’autorizzazione. I tempi massimi per ultimare i lavori vengono ridotti da 30 a 18 mesi, con la possibilità di ottenere proroghe limitata esclusivamente a comprovate e documentate cause di forza maggiore. Nello specifico, scrive la Regione, “il punto mira a sanare le problematiche riscontrate negli anni scorsi nella fase di cantierizzazione, realizzazione e messa in esercizio degli impianti, introducendo strumenti per accelerare la cantierizzazione degli impianti autorizzati e garantire il raggiungimento degli obiettivi energetici regionali”.

I presenti contenuti sono tutelati da diritti d’autore e non possono essere riutilizzati. Se desideri collaborare con noi e riutilizzare alcuni dei nostri contenuti, contatta: editors@nullpv-magazine.com.

Popular content

Aree idonee Lombardia: tetto allo 0,8% di SAU per fotovoltaico e agrivoltaico
10 Marzo 2026 Regione Lombardia riscrive il PdL 110 del 2025 sulle aree idonee, puntando a conciliare sviluppo delle rinnovabili e tutela del suolo agricolo. Il nuo...