La giunta dell’Emilia-Romagna ha approvato il progetto di legge per l’individuazione delle aree idonee nella regione. Il testo passerà ora all’assemblea legislativa dove l’approvazione è prevista nella seduta del 28 aprile, come dichiarato dall’assessora all’Ambiente, Irene Priolo.
Lo schema, riporta una nota, identifica come “potenziale incremento di potenza installata sulle aree idonee” fino a 10 GW entro il 2030, andando quindi oltre gli obiettivi assegnati dal burden sharing nazionale che prevede il conseguimento di 6,3 GW.
Il progetto di legge individua come ulteriori aree idonee per il fotovoltaico i siti oggetto di bonifica, le aree degli interporti, le aree del territorio urbanizzato classificate come aree ecologicamente attrezzate e poli funzionali con destinazioni produttive esistenti e le cave ripristinate.
Per quanto riguarda l’utilizzo delle aree che hanno destinazione agricola, il progetto di legge, all’articolo 4, stabilisce che l’installazione di impianti alimentati a fonti rinnovabili non può interessare una quota superiore allo 0,8% della superficie agricola utilizzata (SAU) dell’intero territorio regionale, calcolata a partire dall’entrata in vigore della legge. Inoltre, in ciascun Comune della Regione, gli impianti alimentati a fonti rinnovabili non possono interessare una quota superiore al 2% della SAU comunale.
“Il valore aggiunto della nostra norma regionale è soprattutto nella costruzione di misure per favorire l’autoconsumo da parte delle imprese e contribuire alla creazione di comunità energetiche in una fase in cui accelerare la produzione di rinnovabili è importante per ridurre la dipendenza energetica e sostenere le imprese”, commenta Priolo.
La Regione ricorda inoltre che entro metà aprile sarà riaperto lo sportello del fondo energia con 10 milioni di euro per l’efficientamento energetico e la produzione da fonte rinnovabile.
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