In una votazione che si è tenuta il 12 marzo, la ITC ha deciso di non introdurre dazi sulle importazioni di anodi di grafite dalla Cina. La decisione annulla di fatto le misure AD/CVD (anti-dumping e contro sovvenzioni) che avrebbero potuto far salire le aliquote complessive fino al 169,5% per la maggior parte degli esportatori cinesi.
Il voto è stato di 2 a 1, con l’annuncio ufficiale che recita: “La presidente Amy A. Karpel e il commissario David S. Johanson hanno votato contro. Il commissario Jason E. Kearns ha votato a favore.”
La decisione disegna uno scenario economico positivo per l’industria statunitense dei sistemi di accumulo energetico a batteria (Bess), che temeva un periodo di forte volatilità dei prezzi. Secondo un’analisi sugli AAM negli Stati Uniti pubblicata da ESS News, la petizione iniziale che chiedeva dazi fino al 920% rappresentava un “livello folle” che avrebbe destabilizzato il settore e molti comparti correlati.
Iola Hughes, responsabile della ricerca per Rho Motion, aveva già evidenziato che, mentre gli AAM incidono attualmente tra il 10% e il 15% del costo di un sistema a batterie LFP, un dazio del 150% avrebbe spinto tale quota al 22%. Con un livello estremo del 920%, come inizialmente proposto, gli AAM avrebbero rappresentato il 55% del costo totale del sistema, rendendo insostenibili tutti i modelli economici.
Poiché la Cina controlla oggi circa il 92% delle catene di approvvigionamento di AAM sia sintetici che naturali a base di grafite, la decisione dell’ITC — secondo cui l’industria statunitense non è stata danneggiata in modo ingiusto dal mercato cinese — evita un’immediata impennata inflazionistica. Gli sviluppatori che utilizzano batterie nei loro progetti di accumulo restano fortemente dipendenti dalle forniture cinesi, poiché la capacità di lavorazione interna negli Stati Uniti è ancora lontana da una scala commerciale e potrebbe richiedere diversi anni.
La American Active Anode Material Producers (Aaamp), rete che rappresenta i produttori americani di materiali anodici, ha espresso forte delusione, sostenendo che la decisione ignora la realtà di un mercato globale fortemente sovvenzionato.
“Questo esito è deludente per i produttori nazionali che cercavano misure di protezione commerciale per creare condizioni più eque rispetto ai concorrenti cinesi”, ha dichiarato il portavoce di Aaamp Erik Olson. “Le prove emerse durante l’indagine mostrano chiaramente che l’industria cinese della grafite è ampiamente sovvenzionata e in grado di manipolare i mercati globali in modo tale da rendere estremamente difficile per i produttori statunitensi competere. Questo è un dato di fatto.”
Settore batterie diviso
I produttori di batterie negli Stati Uniti evitano così pesanti dazi — un rischio scampato, anche se restano altre incognite come l’andamento delle vendite di veicoli elettrici e la questione del rispetto delle norme Feoc (Foreign Entity of Concern).
Ciononostante, l’industria statunitense dello stoccaggio energetico ottiene una vittoria per la bancabilità dei progetti nel breve termine, poiché non verranno introdotte misure protezionistiche che avrebbero potuto frenare gli investimenti. Tuttavia, questo riduce le speranze di creare una filiera domestica o sovrana. Con la scala e il livello tecnologico dell’industria cinese, sarà ancora difficile per le aziende statunitensi competere. Alcuni produttori americani potranno comunque confidare nei requisiti di “contenuto domestico”, ora che i dazi risultano annullati.
Il rapporto pubblico completo contenente le valutazioni e i risultati dettagliati della Commissione dovrebbe essere pubblicato entro il 26 aprile 2026.
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