DL Fiscale, tagli a Transizione 5.0 ed esclusione fotovoltaico

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Nella Gazzetta Ufficiale 72/2026 è pubblicato il decreto legge 38/2026, ovvero il DL Fiscale, entrato in vigore il 28 marzo. La norma, all’articolo 8, prevede la spettanza di un contributo ridotto del 65% alle imprese che hanno presentato domanda nell’ambito della piano Transizione 5.0 previsto dalla legge di bilancio 2026 e che hanno ottenuto il benestare dal Gestore dei servizi energetici (GSE) escludendo, inoltre, gli impianti fotovoltaici.

In particolare, è disposto un contributo, sotto forma di credito d’imposta, nel limite di spesa di 537 milioni di euro per l’anno corrente pari al 35% dell’ammontare di quello richiesto per gli investimenti relativi agli allegati A e B annessi alla legge 11 dicembre 2016, n. 232, tra i quali non rientrano i progetti fotovoltaici.

Il decreto prevede che entro il 30 aprile il GSE comunicherà ai soggetti interessati il credito d’imposta utilizzabile dopo preventiva comunicazione all’Agenzia delle entrate.

La misura ha sollevato polemiche partite in primis da Confindustria che tramite Marco Nocivelli, vicepresidente per le politiche Made in italy, ha denunciato che il decreto fiscale “introduce disposizioni molto penalizzanti per le imprese che hanno effettuato la prenotazione del credito d’imposta 5.0 tra il 7 e il 27 novembre 2025”.

In particolare, Nocivelli ha lamentato che la misura “esclude gli investimenti in fonti di energia rinnovabile, in particolare gli impianti fotovoltaici a più elevata efficienza iscritti nel registro dell’Enea, che le imprese sono state indotte ad acquistare”.

Per Confindustria la decisione appare particolarmente critica in quanto “ha effetti retroattivi e lede il principio del legittimo affidamento, penalizzando pesantemente le imprese che hanno completato ingenti investimenti nel 2025 e che si troveranno ad affrontare ulteriori problemi di liquidità in un momento già particolarmente complesso”.

A novembre, puntualizza Nocivelli, l’associazione degli industriali aveva ricevuto rassicurazioni dai ministri competenti “sul fatto che le cosiddette imprese “esodate” del 5.0 con progetti congrui avrebbero avuto accesso all’agevolazione secondo le condizioni previste nel Piano, la cui conclusione era fissata al 31 dicembre 2025“.

Confindustria chiede al governo di “ripristinare gli impegni presi col tessuto produttivo ed industriale italiano al più presto, e comunque, non oltre il passaggio parlamentare che deve avvenire in tempi rapidissimi”.

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