DL Bollette, via libera in Consiglio dei ministri: le principali novità per il settore

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Il Consiglio dei ministri (Cdm) ha dato via libera durate la riunione di ieri a Palazzo Chigi al DL Bollette/DL Energia. Il testo è composto da 12 articoli e, di particolare interesse per fotovoltaico e sistemi di accumulo, risultano le disposizioni su Conto energia, PPA e saturazione delle reti.

“Abbassare le bollette delle famiglie, contenere i costi energetici per la competitività delle imprese e favorire la decarbonizzazione delle industrie”: sono gli obiettivi del decreto dichiarati in una nota del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase).

Il decreto introduce, tra le varie disposizioni, la revisione dei meccanismi incentivanti del Conto Energia per gli impianti fotovoltaici con potenza nominale incentivata superiore a 20 kW che beneficiano di premi fissi non dipendenti dai prezzi di mercato e con convenzioni in scadenza a decorrere dal 1° gennaio 2029, prevedendo uno schema volontario in base al quale, nel periodo compreso tra il secondo semestre 2026 e il 31 dicembre 2027, la tariffa premio è riconosciuta in misura ridotta (all’85% oppure al 70%) a fronte di una estensione della convenzione (rispettivamente di 3 o 6 mesi), con adesione da comunicare al Gestore dei servizi energetici (GSE) entro il 31 maggio 2026. È inoltre prevista, entro un contingente massimo di 10 GW, la possibilità per gli impianti di optare entro il 30 settembre 2026 per la fuoriuscita dai meccanismi incentivanti a decorrere dal 1° gennaio 2028.

Il provvedimento prevede poi l’aumento di due punti percentuali dell’imposta regionale sulle attività produttive (Irap), per gli esercizi 2026 e 2027, per i soggetti che esercitano in via prevalente le attività economiche individuate dai codici Ateco indicati nella tabella allegata al decreto: attività di supporto all’estrazione di petrolio e gas naturale e ad altre attività estrattive; fabbricazione di prodotti di cokeria e di prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio e da combustibili fossili; fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata; servizi di intermediazione per l’energia elettrica e il gas naturale.

Le maggiori entrate derivanti da queste prime misure sono destinate alla riduzione della componente della spesa per gli oneri generali relativi al sostegno delle energie rinnovabili e alla cogenerazione (Asos) applicata all’energia prelevata dalle utenze non domestiche, secondo modalità definite dall’Autorità di regolazione energia reti e ambiente (Arera) e con le esclusioni previste dal testo.

Il decreto interviene inoltre per favorire i power purchase agreement (PPA). La “bacheca” del GSE viene adeguata prevedendo apposite sezioni dedicate, dal lato domanda, per la stipula di contratti di durata non inferiore a tre anni, anche in forma aggregata; i contratti sono stipulati tra le parti al di fuori della bacheca (anche con il supporto del GSE) e sono soggetti all’obbligo di registrazione. È previsto che le parti possano richiedere al Gestore l’assunzione del ruolo di garante di ultima istanza nel limite delle risorse destinate allo scopo, anche avvalendosi del supporto di Sace. con un importo massimo degli impegni assumibili da Sace per il 2026 fissato a 250 milioni di euro. Arera dovrà definire modalità e condizioni operative del sistema e dei servizi di aggregazione affidati anche ad Acquirente Unico.

Sul tema connessioni, il decreto interviene per risolvere il problema della saturazione virtuale della rete. Arera è chiamata ad aggiornare condizioni tecniche ed economiche e modalità procedurali per le connessioni, introducendo anche misure decadenziali per le soluzioni di connessione riferite a progetti non abilitati o non autorizzati. Parallelamente, Terna pubblica sul portale dedicato la capacità massima addizionale da impianti a fonti rinnovabili e da impianti di accumulo integrabile nelle diverse porzioni della rete di trasmissione nazionale (RTN) e la aggiorna trimestralmente, secondo criteri e modalità operative stabilite dal Mase entro 90 giorni dall’entrata in vigore.

Il provvedimento, spiega il ministro Gilberto Pichetto Fratin in una nota, “vale oltre tre miliardi di euro”. Per i nuclei vulnerabili, il provvedimento prevede nel 2026 uno sconto in bolletta fino a 115 euro. Anche le famiglie con Isee inferiore ai 25.000 euro annui potranno ottenere sconti in bolletta, su impulso delle imprese venditrici.

Per consentire una riduzione del prezzo del gas, spiega il Mase, viene attivato un servizio di liquidità gestito da Snam, che permetterà di eliminare l’attuale differenziale, più alto di circa 2 €/MWh, tra il punto di scambio virtuale italiano (PSV) e il prezzo del gas europeo (TTF). È inoltre prevista la vendita di gas stoccato sul mercato e una “gas release”, con l’obiettivo di sostenere i clienti finali industriali.

“Con il Decreto Energia benefici concreti a oltre 4 milioni di imprese e 2 milioni e 700 mila famiglie. Ora battaglia in Europa per mercato unico dell’energia, revisione di CBAM ed ETS e misure di salvaguardia per le imprese”. Così ha commentato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine del Cdm.

Il commento di Octopus

Critico sul testo Giorgio Tomassetti, CEO di Octopus Energy Italia, secondo cui il decreto costituisce “un’occasione persa e non costruisce il futuro”.

Tomassetti, tramite una nota, dichiara che il provvedimento “non abbassa il costo dell’energia in modo strutturale ma riorganizza chi lo paga”. “Il bonus una tantum ai percettori di bonus sociale è passato da 90 a 115 euro, ma le risorse restano identiche: 315 milioni”, evidenzia il CEO.

Il rappresentante di Octopus sottolinea inoltre che intervenire con misure temporanee e redistribuzioni interne può “offrire un sollievo nell’immediato” ma non risolvere il problema in modo strutturale.

“Finché il sistema elettrico dipende in modo decisivo dal gas nelle ore chiave, il prezzo resterà legato a una materia prima che non controlliamo. Possiamo intervenire con meccanismi tecnici, compensazioni, allineamenti tra mercati. Ma basta una tensione internazionale per riportarci al punto di partenza. Se guardiamo già solo a gennaio 2026, il prezzo del gas all’ingrosso è salito di circa il 25% rispetto a dicembre. A poco serve qualche centesimo di sconto finanziato dai contribuenti”, denuncia il rappresentante di Octopus.

Tomassetti evidenzia infine anche elementi positivi del decreto: “favorire contratti di lungo termine da rinnovabili e semplificare le connessioni alla rete è la direzione giusta. Perché ogni ora in cui il sistema riesce a fare a meno del gas è un’ora in cui il prezzo scende in modo naturale”.

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