Al KEY di Rimini, intervenendo al convegno “Sistemi di accumulo: scenari normativi e tecnologici dalla flessibilità al Net Zero Industry Act”, Alessandro Noce, direttore generale mercati e infrastrutture energetiche del Mase, affrontando i nodi ancora aperti su DL Bollette, sistema ETS e disegno delle prossime aste per gli accumuli, ha risposto alle perplessità degli operatori che chiedevano visibilità regolatoria per il mercato dello storage. L’evento è stato moderato da Emiliano Bellini, news director di pv magazine.

Immagine: pv magazine
Sul DL Bollette, Noce ha spiegato che il ministero (al momento dell convegno, giovedì 5) non aveva ancora avviato il negoziato con la Commissione europea, pur prevedendo di farlo “a brevissimo”. Ha aggiunto che i tempi dell’interlocuzione restano incerti e ricordato che sul tavolo ci sono anche i temi degli aiuti di Stato e quelli di compatibilità con il market design. Il direttore generale ha anche ricordato che il Mase ha già diversi dossier aperti con Bruxelles, tra cui FerX, FerZ e Fer2, parlando di una “saturazione fisica” delle questioni da affrontare.
Relativamente al sistema ETS, Noce ha detto che il tema è atteso all’ordine del giorno del Consiglio europeo del 18 o 19 marzo e che nel trimestre successivo la Commissione avrebbe dovuto rispondere alle osservazioni degli Stati membri. Nel merito, ha definito l’ETS sul termoelettrico “una tassa” e ha collegato direttamente il dossier alla competitività delle batterie, osservando che “le Bess entrano in concorrenza coi cicli combinati nel vendere l’energia nelle ore in cui le rinnovabili non producono”.
Relativamente alle aste sulla capacità, considerando “un’asta capacity a luglio e una Macse a settembre-ottobre, non ci sono i tempi per modificarne i criteri”, ha affermato Noce “Siamo in una fase di bricolage”, in cui si sta capendo “come applicare i criteri nelle procedure d’asta”, considerando che per ogni requisito il GSE sarà chiamato a certificarne le validazioni.
Sulla necessità di dare maggiore prevedibilità al mercato si è soffermato anche Fabio Bulgarelli, responsabile affari regolatori di Terna, che si è detto favorevole a fissare finestre temporali stabili per le aste sugli accumuli. Bulgarelli ha aggiunto di non vedere l’esigenza di modificare l’impianto dei meccanismi esistenti e ha ricordato come le iniziative merchant abbiano accelerato soprattutto dopo le tensioni sui prezzi spot. Secondo quanto emerso nel dibattito, nel 2028 il capacity market potrebbe arrivare prima della pausa estiva, mentre sul Macse si guarda verosimilmente a un’asta nel 2029.
Fronte Anie, Matteo Lionetti ha sottolineato che l’Italia “non può prescindere dagli accumuli” per rafforzare la propria indipendenza energetica, in un mix ancora segnato dalla dipendenza dal gas, mentre Davide Tinazzi ha spinto per una maggiore apertura del mercato anche a costo di sacrificare parte degli strumenti incentivanti. Fabio Zanellini ha richiamato invece il potenziale degli impianti di piccola taglia se aggregati, sia nel dispacciamento sia nella distribuzione. Sul versante industriale europeo, Jacopo Tosoni di Energy Storage Europe Association ha definito nel complesso positivo l’esito dell’Industrial Accelerator Act, pur segnalando che il nodo delle celle e della filiera produttiva resta aperto.
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