Negli ultimi anni il dibattito sulla transizione energetica si è progressivamente spostato da una logica di singoli incentivi a una visione più ampia, capace di tenere insieme efficienza, produzione rinnovabile e governo dei consumi. In questo quadro, il Conto Termico 3.0 rappresenta un passaggio significativo, non tanto per la sua natura di incentivo – elemento ormai noto a PA e imprese – quanto per la possibilità di essere inserito in un disegno energetico territoriale più strutturato. I Periti industriali, promotori di PERCERTO, la prima Comunità Energetiche Rinnovabile nazionale, vedono in questo strumento una grande occasione sia per i professionisti, sia per i benefici prodotti in termini di decarbonizzazione e risparmio energetico per il sistema Paese.
Il decreto 7 agosto 2025, che aggiorna e sostituisce la disciplina del 2016, ha rafforzato l’impostazione prestazionale dello strumento, ampliandone la capacità di dialogo con altri meccanismi della transizione, a partire dalle CER. “È qui che il Conto Termico cambia prospettiva: da misura puntuale a leva di pianificazione. Il Conto Termico non va più letto come incentivo isolato. Inserito in una Comunità Energetica, diventa uno strumento di pianificazione energetica locale”, ha spiegato Giovanni Esposito, Presidente del Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati. Il contesto regolatorio oggi consente questa integrazione in modo chiaro e coerente. Il recepimento della direttiva RED II con il D.Lgs. n.199/2021, il DM 7 dicembre 2023 sulle CER e le regole operative del GSE hanno definito un perimetro stabile per l’autoconsumo diffuso e la condivisione dell’energia. Il Conto Termico 3 si inserisce in questo impianto confermando la centralità dell’efficienza energetica e semplificando le procedure, in particolare per la Pubblica Amministrazione.
“Non si tratta, però, di sovrapporre strumenti diversi, ma di farli dialogare”, continua Esposito. “Il Conto Termico – spiega – continua a incentivare interventi di efficientamento ed elettrificazione dei consumi termici; le CER, invece, si fondano sulla produzione e condivisione di energia elettrica da fonti rinnovabili. La loro integrazione avviene sul piano funzionale e strategico. Dunque, gli interventi incentivati dal Conto Termico non costituiscono direttamente la base produttiva di una Comunità Energetica, ma ne rappresentano un presupposto fondamentale”.
Riducendo i fabbisogni energetici degli edifici e modificandone i profili di consumo, essi rendono più efficiente e sostenibile l’inserimento di impianti di produzione rinnovabile elettrica, realizzati attraverso altri strumenti incentivanti. È in questo modo che scuole, municipi, impianti sportivi e sedi di PMI possono evolvere da semplici punti di consumo a nodi attivi di una infrastruttura energetica distribuita: edifici capaci di combinare riduzione dei consumi, produzione rinnovabile e condivisione dell’energia all’interno della CER.
La Comunità Energetica diventa così una vera e propria infrastruttura locale, in cui efficienza e produzione non sono alternative, ma parti di un unico modello. Questa complessità richiede competenze solide che professionisti come i Periti Industriali possiedono, anche sulla scorta dell’esperienza di PERCERTO, che contempla intelligenza artificiale e i più avanzati strumenti digitali. “Grazie al nuovo Conto Termico, dunque, si rafforza il ruolo dei Periti Industriali come garanti della qualità tecnica e della coerenza normativa degli interventi.
Le attività professionali spaziano dall’analisi dei fabbisogni energetici alla redazione di diagnosi, dalla progettazione integrata di sistemi termici ed elettrici alla verifica delle prestazioni, fino al monitoraggio degli impianti e al supporto alle procedure di accesso agli incentivi.
A queste si affianca un contributo sempre più rilevante alla governance tecnica delle CER, attraverso la modellazione dei flussi energetici e la valutazione della sostenibilità tecnico-economica nel tempo. Ed è in questa capacità di tenere insieme progettazione, controllo e visione sistemica che si colloca il valore aggiunto della professione” ha dichiarato il Presidente Esposito. “Un passaggio culturale prima ancora che tecnico: dall’uso dell’incentivo alla costruzione di un modello energetico territoriale. Un modello in cui efficienza, produzione rinnovabile e competenze professionali non procedono in parallelo, ma convergono in una visione comune” ha infine concluso Esposito”.




