Decreto Bollette, le dichiarazioni del presidente di IDA – Italian Datacenter Association

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Ieri la Camera dei Deputati ha approvato in prima lettura il cosiddetto “decreto Bollette”, che contiene nell’articolo 8 modifiche all’iter autorizzativo per la costruzione di Data Center. Ora il testo passerà al Senato. Riportiamo di seguito le dichiarazioni di Sherif Rizkalla, Presidente di IDA – Italian Datacenter Association.
«Accogliamo con favore l’esito delle votazioni sugli emendamenti all’articolo 8 del DL Bollette e l’approvazione in prima lettura alla Camera dei Deputati del provvedimento. Desideriamo esprimere un sincero ringraziamento a Governo e Parlamento per l’attenzione bipartisan dedicata al settore dei data center. Si tratta di un segnale importante di consapevolezza rispetto al ruolo strategico delle infrastrutture digitali per la competitività del Paese.

Apprezziamo in particolare l’ascolto delle istanze rappresentate da IDA nel corso dell’iter di conversione, che ha portato all’approvazione di due emendamenti fondamentali, ovvero: l’inclusione della fase di esercizio nel procedimento autorizzativo e la previsione, ai fini dell’autorizzazione, della possibilità di indicare una soluzione temporanea di connessione alla rete in media tensione. Tali modifiche rappresentano passi concreti verso una maggiore efficienza e realizzabilità dei progetti e rendono il quadro normativo più aderente alle esigenze operative del settore.

Guardiamo ora con fiducia alla fase attuativa e sarà fondamentale il continuo supporto delle istituzioni, con un coordinamento efficace tra i Ministeri e le diverse autorità coinvolte, al fine di accompagnare al meglio il periodo transitorio e garantire una piena ed omogenea applicazione delle norme su tutto il territorio nazionale. In questo contesto, riteniamo che una più puntuale disciplina del regime transitorio, come quella proposta da IDA nel corso dell’iter parlamentare, avrebbe potuto rafforzare ulteriormente l’efficacia del provvedimento, assicurando maggiore chiarezza e continuità ai procedimenti in essere