I pannelli solari perdono efficienza nel tempo?

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Sì. Nel corso del funzionamento a lungo termine, i pannelli solari tendono a registrare una lieve diminuzione dell’efficienza. Si tratta normalmente di un processo lento e prevedibile. Ciò che conta davvero è la stabilità del tasso di degradazione e il suo impatto sulla produzione elettrica complessiva.

Nel contesto del fotovoltaico aziendale o di un impianto fotovoltaico per azienda, la valutazione della degradazione è fondamentale per stimare il rendimento economico nel lungo periodo.

Per un’analisi più completa con grafici e dati, è possibile consultare l’articolo completo: https://www.maysunsolar.it/blog/i-pannelli-solari-perdono-efficienza-nel-tempo

Perché i pannelli solari perdono efficienza

Con il passare del tempo, i pannelli fotovoltaici possono perdere parte della loro efficienza. Non si tratta del guasto improvviso di un componente, ma del risultato di cambiamenti graduali nelle celle, nei materiali di incapsulamento e nelle interconnessioni durante l’esposizione prolungata all’ambiente esterno.

Nei progetti di fotovoltaico per le aziende o di impianto fotovoltaico industriale, comprendere questi meccanismi aiuta a valutare meglio la stabilità energetica nel lungo periodo.

In generale, i principali meccanismi di degradazione includono:

Riduzione dell’attività delle celle solari

L’esposizione prolungata alla luce e alle alte temperature può aumentare la ricombinazione dei portatori di carica all’interno delle celle, riducendo la quantità di energia effettivamente raccolta. In alcune tecnologie questo fenomeno è più evidente nelle fasi iniziali e tende poi a stabilizzarsi.

Aumento delle perdite resistive

Durante la produzione di energia, la corrente generata dal pannello attraversa busbar, nastri di saldatura e punti di connessione. Con il tempo, l’invecchiamento delle saldature o delle interconnessioni può aumentare la resistenza interna e quindi le perdite energetiche.

Deterioramento dei materiali di incapsulamento

Materiali come vetro, EVA o backsheet restano esposti per anni a radiazione UV, alte temperature e umidità. Nel tempo possono perdere parte delle loro proprietà protettive o ridurre la trasmissione della luce verso le celle.

Accumulo di micro-cricche

Durante trasporto, installazione o sotto carichi di vento e neve, possono formarsi piccole micro-fratture nelle celle o nelle connessioni. Inizialmente non causano guasti evidenti, ma nel tempo possono ostacolare il flusso di corrente o generare surriscaldamenti localizzati, riducendo l’efficienza dei pannelli fotovoltaici.

Quali fattori influenzano la velocità di degradazione

Sebbene tutti i pannelli solari possano subire una certa riduzione di efficienza nel tempo, la velocità di degradazione può variare sensibilmente da un progetto all’altro. Queste differenze dipendono spesso dalla tecnologia del modulo, dalla struttura di incapsulamento, dall’ambiente di installazione e dalle condizioni operative del sistema.

Per un impianto fotovoltaico aziendale o per un sistema installato su capannone, questi fattori incidono direttamente sulla stabilità della produzione energetica.

Dal punto di vista temporale, nel primo anno di esercizio possono comparire variazioni iniziali delle prestazioni. Nelle fasi successive, se il modulo rimane stabile, la degradazione tende a diventare più lenta e lineare. Nel lungo periodo, dopo 5–10 anni o più, le differenze tra tecnologie e qualità costruttiva dei moduli diventano più evidenti.

Anche le condizioni climatiche influenzano il comportamento nel tempo dei pannelli fotovoltaici. Temperature elevate possono accelerare l’invecchiamento dei materiali, mentre ambienti umidi o costieri mettono alla prova l’affidabilità delle connessioni elettriche. In regioni con forte radiazione UV o ampie escursioni termiche, i materiali di incapsulamento e le saldature sono soggetti a maggiori sollecitazioni.

La degradazione dei pannelli per fotovoltaico non dipende quindi solo dall’età del sistema, ma dal risultato combinato tra tempo di esercizio e condizioni ambientali.

Quali dati di degrado meritano maggiore attenzione

Quando si valuta la performance a lungo termine dei pannelli fotovoltaici, non è sufficiente considerare la presenza di una garanzia di 25 anni. È più utile analizzare alcuni indicatori specifici di degradazione: il degrado del primo anno, il degrado annuale medio e il tasso di potenza residua nel lungo periodo.

Il degrado del primo anno indica la variazione delle prestazioni nella fase iniziale di funzionamento. Alcuni pannelli solari possono registrare un calo più evidente nei primi mesi o nel primo anno prima di entrare in una fase di degradazione più lenta. Se questa perdita iniziale è elevata, la produzione cumulata nel lungo periodo può risultare inferiore.

Il degrado annuale medio rappresenta invece la velocità di riduzione delle prestazioni dopo la fase iniziale, quando i moduli entrano in condizioni operative più stabili. Nei progetti con cicli di vita lunghi, questo parametro è spesso più rilevante della differenza di potenza nominale iniziale tra moduli.

Il tasso di potenza residua indica la potenza garantita dopo 25 anni o più. Rispetto alla sola durata della garanzia, questo dato descrive meglio la reale curva di prestazione nel tempo dei pannelli fotovoltaici ed è particolarmente importante nei progetti di fotovoltaico aziendale o industriale.

Nel valutare le prestazioni nel lungo periodo, è quindi più utile considerare insieme questi tre parametri: quanto diminuisce la potenza nel primo anno, quanto si riduce ogni anno e quale livello di potenza rimane nel tempo.