Quando il prezzo internazionale dell’argento registra un aumento cumulato superiore al 130% nell’arco di un anno, la logica di formazione dei prezzi dei moduli fotovoltaici in Europa inizia a cambiare.
L’analisi completa, con dati e grafici di supporto, è disponibile nell’articolo originale:
https://www.maysunsolar.it/blog/prezzo-argento-aumento-costi-moduli-fotovoltaici-europa
Secondo Reuters, alla fine del 2025 il prezzo internazionale dell’argento ha superato per un periodo i 70 dollari l’oncia, con un aumento annuo cumulato superiore al 130%. Per il settore fotovoltaico, questo andamento non rappresenta una semplice oscillazione finanziaria, ma un cambiamento strutturale che incide direttamente sulla formazione dei costi dei moduli.
L’argento è infatti un materiale chiave nel processo di metallizzazione delle celle fotovoltaiche, ampiamente utilizzato nelle paste conduttive e negli elettrodi. La sua volatilità si riflette in modo sempre più evidente sulla struttura dei costi lungo la filiera.
1. Aumento del prezzo dell’argento e impatto sui costi dei moduli
L’attuale fase di rialzo dell’argento è sostenuta sia dalla domanda industriale, in particolare dal settore delle energie rinnovabili, sia da una limitata elasticità dell’offerta. In questo contesto, i costi di produzione dei moduli fotovoltaici hanno iniziato a mostrare una pressione crescente.
La pasta d’argento rappresenta oggi circa il 15% del costo totale di un modulo, una quota superiore a quella del silicio in alcune configurazioni produttive. Pur non essendo il materiale più costoso in assoluto, l’argento si distingue per due fattori critici: elevata volatilità e difficoltà di sostituzione nel breve periodo.
Quando il prezzo rimane stabile, le oscillazioni possono essere assorbite tramite efficienze produttive ed economie di scala. Tuttavia, in presenza di aumenti continui, la pressione tende a trasformarsi in un incremento strutturale dei costi.
2. Trasferimento della pressione sui costi verso il mercato dei moduli
Nel mercato europeo, i produttori faticano sempre più ad assorbire integralmente la volatilità delle materie prime. Di conseguenza, la pressione sui costi viene progressivamente trasferita verso valle attraverso cambiamenti nelle condizioni commerciali:
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riduzione della validità temporale delle offerte;
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condizioni più stringenti per il blocco del prezzo, spesso legate a contratti o acconti;
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maggiore trasferimento del rischio di volatilità all’acquirente, soprattutto nei progetti con tempi di consegna più lunghi.
Questi segnali indicano un cambiamento nella logica di determinazione dei prezzi, che va oltre il semplice valore di listino.
3. I segnali di rialzo emergono prima dei listini ufficiali
Secondo i riscontri di mercato, alcuni produttori hanno già adeguato le proprie strategie su specifiche linee di prodotto, con incrementi nell’ordine di 2–5 centesimi di euro per watt. Tali aumenti non si manifestano sempre come rialzi immediati dei listini pubblici, ma emergono in anticipo attraverso condizioni di offerta più rigide e aggiornamenti più frequenti.
Questo comportamento suggerisce che i produttori stanno ridefinendo i propri limiti di costo prima che l’aumento diventi generalizzato. Nei cicli precedenti, simili segnali hanno spesso anticipato una fase di rialzo più ampia, legata poi alla domanda dei progetti e alle tempistiche di consegna.
Per chi si occupa di approvvigionamento, il punto critico non è tanto se il prezzo sia già aumentato, quanto per quanto tempo sia ancora possibile confermare determinate condizioni.
4. Perché le risposte tecnologiche non compensano nel breve termine
La riduzione dell’uso dell’argento è un obiettivo condiviso dall’industria, ma nel breve periodo non rappresenta una soluzione immediata alla pressione sui costi. Le differenze tra tecnologie di cella e processi produttivi rendono l’adozione disomogenea, mentre la stabilità delle prestazioni e l’affidabilità a lungo termine restano priorità assolute.
Anche con un consumo ridotto per singola cella, livelli di prezzo elevati e volatili continuano a incidere sul costo complessivo delle materie prime. Le strategie di riduzione dell’argento hanno quindi un impatto principalmente nel medio-lungo termine.
Conclusione: una finestra decisionale che si restringe
Nel contesto attuale, la pressione al rialzo sui prezzi dei moduli non è più una semplice ipotesi futura, ma un processo già in corso. Sebbene l’intensità vari tra mercati e linee di prodotto, la direzione complessiva appare sempre più chiara.
Per i soggetti coinvolti nell’approvvigionamento fotovoltaico, l’attenzione si sta spostando dall’attesa di eventuali ribassi alla capacità di anticipare le decisioni, in un contesto caratterizzato da offerte più brevi e condizioni di prezzo meno stabili.




