I ricercatori dell’Università Malaysia Pahang Al-Sultan Abdulla hanno realizzato una revisione approfondita dei sistemi agrivoltaici, proponendo una nuova tassonomia per la loro classificazione.
“Questo studio è il primo al mondo a presentare un quadro concettuale per la nuova generazione di sistemi agrivoltaici, includendo concetti come cowvoltaics, sheepvoltaics, goatvoltaics, veggievoltaics, zoovoltaics e aquavoltaics,» ha dichiarato a pv magazine Rittick Mayti, autore dello studio. “Questi concetti mirano ad ampliare la prospettiva degli attori del settore – agricoltori, allevatori e pastori – mostrando come l’infrastruttura solare possa essere co-progettata insieme a un ecosistema diversificato di flora e fauna”.
“La ricerca mette in evidenza come i paesaggi agrivoltaici del futuro possano integrare allevamenti, colture specializzate, pesci, ortaggi e frutta, trasformando gli impianti fotovoltaici da semplici “generatori di energia” a veri e propri “habitat di biodiversità”. Un contributo chiave è l’introduzione dei sistemi agrivoltaici integrati negli zoo – i cosiddetti zoovoltaics – che aprono un nuovo ambito di ricerca combinando il fotovoltaico con la gestione degli animali nei parchi zoologici”, ha aggiunto Mayti. “Questo approccio promuove l’uso multifunzionale del suolo, rafforza la biodiversità, sostiene la conservazione e migliora la resilienza climatica”.
I ricercatori hanno definito quattro categorie principali: livestockvoltaics, crop-based agrivoltaics, aquavoltaics e zoovoltaics.
– Livestockvoltaics migliora l’efficienza d’uso del suolo integrando il pascolo con i pannelli solari. L’ombra fornita dai moduli crea microclimi favorevoli, riduce lo stress termico e contribuisce a mitigare le emissioni di metano enterico. I progetti di questa categoria tipicamente utilizzano configurazioni rialzate che consentono il libero movimento del bestiame sotto i pannelli. Le sottocategorie includono cowvoltaics (mucche), goatvoltaics (capre) e sheepvoltaics (pecore), a seconda del tipo di allevamento.
-Agrivoltaico crop-based (basato su colture) favorisce la ritenzione idrica del suolo, riduce le escursioni termiche e modera l’evapotraspirazione. Le sottocategorie comprendono fruitvoltaics, veggievoltaics, herbvoltaics e flowervoltaics, in base al tipo di coltura praticata.
– Aquavoltaics comprende i progetti fotovoltaici integrati in ambienti acquatici, con pannelli posizionati sopra o sull’acqua. Il raffreddamento fornito dall’acqua aumenta l’efficienza dei moduli, mentre l’ombra favorisce la crescita di pesci e microalghe, promuovendo la miscelazione dell’acqua e sostenendo la biodiversità. Una sottocategoria specifica, fishvoltaics, si concentra sull’acquacoltura, con pannelli che alimentano sistemi di filtraggio e pompe.
– Zoovoltaics si riferisce ai progetti fotovoltaici integrati nelle strutture zoologiche. Questi sistemi supportano la conservazione delle specie offrendo ombra agli animali, migliorando la biodiversità e alimentando le attività del parco. “Gli zoovoltaics riducono principalmente il consumo energetico dello zoo e svolgono anche una funzione educativa, contribuendo a diminuire l’impronta di carbonio”,hanno osservato i ricercatori. “Inoltre, la riduzione dell’evaporazione e della traspirazione sotto i pannelli solari consente di risparmiare acqua, fondamentale per mantenere ecosistemi sani e garantire un’adeguata disponibilità idrica per la fauna selvatica e gli animali dello zoo”.
Per ciascuna categoria, il team ha presentato specifici casi di business, dimostrando i benefici pratici e ambientali di questi sistemi integrati.
La nuova tassonomia è stata illustrata nell’articolo “Agrivoltaic systems for sustainability: An overview of emerging trends and practices”, recentemente pubblicato sulla rivista Solar Compass.
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