USA ed Europa verso gli obiettivi solari 2030, nonostante i vuoti in pipeline

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McKinsey, nel rapporto “Tracking the energy transition: where are we now?”, analizza il percorso di sviluppo di solare, eolico e sistemi di accumulo a batteria (BESS) verso gli obiettivi di dispiegamento fissati per il 2030 in Cina, Stati Uniti e nei paesi europei (UE-27, Norvegia, Svizzera e Regno Unito).

Secondo il documento, gli Stati Uniti sono oggi a circa 254 GW dal proprio target 2030, mentre l’Europa ne dista circa 275 GW. Al contrario, la Cina ha già più che raddoppiato il suo obiettivo per tale anno.

Nonostante gli USA e l’Europa dispongano attualmente di una capacità annunciata insufficiente a coprire interamente i rispettivi traguardi del 2030 – circa 205 GW e 181 GW in meno – l’analisi di McKinsey ritiene che riusciranno comunque a colmare il divario grazie alla rapidità e semplicità di sviluppo dei progetti solari.

“Mentre è più semplice monitorare la realizzazione di altre tecnologie energetiche pulite, la visibilità dei dati sul solare è più limitata, a causa dell’uso domestico individuale e della facilità con cui può essere installato», spiega il rapporto. «Ad esempio, un utente può installare un impianto fotovoltaico domestico in due mesi. Ciò significa che la capacità annunciata potrebbe essere sottostimata in questa analisi”.

Diego Hernandez Diaz, partner di McKinsey, ha dichiarato a pv magazine che, mentre i mercati principali continueranno a crescere, anche nei mercati meno saturi — come la Polonia — si assisterà a un’ulteriore espansione della domanda. “Il vantaggio di questi mercati emergenti è che possono offrire un equilibrio economico migliore e possono essere sviluppati in modo più pragmatico”, ha spiegato.

Il rapporto riconosce tuttavia che questa traiettoria di crescita non è garantita, a causa dei rischi legati alla catena di approvvigionamento, ai dazi doganali, ai cambiamenti nelle priorità politiche e all’aumento dell’incertezza geopolitica. Hernandez Diaz ha aggiunto che anche l’evoluzione normativa avrà probabilmente un impatto significativo.

“Forse, però, ciò che conta di più è che, a prescindere dalla regolamentazione, se i fondamentali economici sono solidi, la diffusione accelera”, ha aggiunto. “Tutte le principali aree geografiche coperte dal rapporto presentano basi solide per favorire un’ulteriore espansione delle fonti rinnovabili”.

Il report osserva inoltre che le pipeline di sistemi di accumulo a batteria (BESS) stanno crescendo rapidamente in Cina, Stati Uniti ed Europa, ma restano ancora al di sotto dei livelli necessari per centrare gli obiettivi del 2030. McKinsey stima che saranno necessari ulteriori 123 GW in Cina, 154 GW negli Stati Uniti e 221 GW in Europa.

Secondo gli analisti, il segmento BESS rimane l’incognita principale, anche se tali impianti possono essere localizzati, autorizzati, costruiti e collegati alla rete molto più rapidamente rispetto a tecnologie come il nucleare o il gas con cattura, utilizzo e stoccaggio del carbonio (CCUS). Questo spiega la loro rapida espansione negli ultimi anni.

Il rapporto attribuisce l’accelerazione dell’installazione dei BESS a un solido modello di business, sia per gli operatori su larga scala sia per gli utenti domestici quando combinati con impianti solari. “Il bilanciamento dei carichi sta inoltre diventando una fonte crescente di ricavi per gli operatori di batterie”, aggiunge McKinsey. “La pianificazione e l’integrazione dei BESS con la diffusione delle rinnovabili sono elementi cruciali per poter raggiungere gli obiettivi net-zero del 2030”.

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