Sistema agrivoltaico su pendenze fino al 20%, progetto in Baviera spiegato da Solargik

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pv magazine Italia ha sentito Gil Kroyzer, CEO e co-founder di Solargik, società israeliana specializzata in tracker, per capire il progetto agrivoltaico realizzato in Baviera. Abbiamo chiesto le caratteristiche dell’impianto, quali siano le colture sotto l’impianto e quale sia l’impatto sull’IRR della soluzione implementata. Abbiamo poi chiesto in cosa si differenzi la soluzione di Solargik rispetto a quelle delle società concorrenti. 

In Baviera, un’azienda agricola ha integrato un sistema agrivoltaico su terreni con pendenze fino al 20%, continuando al contempo le proprie attività agricole. Quali sono le caratteristiche tecniche del sistema?

Il progetto agrivoltaico a Dasing, in Baviera, è stato sviluppato in un’azienda agricola biologica con una topografia ondulata e pendenze che raggiungono il 20%, condizioni che tradizionalmente hanno limitato l’uso di sistemi di inseguimento senza una profonda modifica del terreno. Anziché rimodellare il terreno, il sistema è stato progettato per funzionare all’interno di esso. L’impianto da 1,5 MW utilizza inseguitori monoassiali sopraelevati con un’altezza di circa 2,5 metri, consentendo il proseguimento dell’attività agricola sotto l’array e allineandosi con i requisiti agrivoltaici aggiornati della Germania.

Quali complessità tecniche avete riscontrato?

Una sfida progettuale centrale era quella di adattarsi al terreno ripido e irregolare evitando lavori di sterro. Questo problema è stato risolto grazie alla tecnologia proprietaria di Solargik: un’architettura di inseguitori modulari basata su tavoli corti e controllati indipendentemente, anziché su file lunghe e collegate meccanicamente. Ogni tavolo può adattarsi alle condizioni di pendenza locali, mantenendo un funzionamento stabile e una geometria di inseguimento costante su terreni irregolari. Questo approccio riduce anche il disturbo del suolo e semplifica la costruzione, aspetto importante da considerare su terreni agricoli attivi.

Quali colture sono state piantate sotto il sistema? Si tratta delle stesse colture presenti prima dell’installazione del sistema?

L’uso agricolo è stato preso in considerazione durante tutto il progetto, ma in stretta collaborazione con le realtà della costruzione, della messa in servizio e delle operazioni agricole. Anziché imporre un modello agricolo fisso fin dall’inizio, il sistema è stato progettato per dare all’agricoltore la flessibilità necessaria per continuare a lavorare la terra una volta che l’impianto fosse diventato operativo. Lo spazio libero per i macchinari, il minimo disturbo del suolo e condizioni di luce praticabili sono stati fattori centrali nella progettazione.

Dal punto di vista dello sviluppatore, prima di optare per questo approccio sono state valutate diverse opzioni strutturali. Come ci ha spiegato Winfried Blank, amministratore delegato di Solar in Motion, la configurazione a tavolo corto e la meccanica stabile hanno permesso di combinare agricoltura ed energia solare su terreni con inclinazioni molto diverse, senza fondazioni complesse o livellamenti. Ha inoltre osservato che, nonostante l’altezza e la topografia impegnativa, l’installazione è stata completata rapidamente, rafforzando la praticità dei sistemi agrivoltaici sopraelevati nell’attuale quadro normativo tedesco.

Spiegare che l’IRR è aumentato a seguito dell’intervento. Di quanto?

Dal punto di vista economico, il design adattabile al terreno ha prodotto risultati misurabili. Rispetto a un’alternativa agrivoltaica a inclinazione fissa, il progetto ha ottenuto un aumento del 19,6% nella produzione energetica annuale, contribuendo a un miglioramento di circa il 3,1% dell’IRR del progetto. Questi guadagni sono stati determinati principalmente dall’eliminazione dei costi di livellamento, dalla maggiore densità di potenza e dalla capacità di estrarre valore da terreni che altrimenti sarebbero considerati marginali per lo sviluppo solare.

Chi sono i vostri principali concorrenti in soluzioni di questo tipo? Come vi differenziate?

A livello industriale, questo cambiamento riflette una più ampia trasformazione nel modo in cui viene valutata l’agrivoltaico. L’agrivoltaico sta passando dai progetti pilota alle infrastrutture reali. Per essere scalabili, i sistemi devono rispettare sia il territorio che l’economia. Ciò significa adattare la tecnologia al terreno reale, ridurre al minimo gli interventi e garantire rendimenti prevedibili per decenni, non solo dimostrare la fattibilità tecnica.

L’impianto bavarese illustra come l’agrivoltaico possa sbloccare un nuovo potenziale di progetti in regioni in cui la disponibilità di terreno, i vincoli di rete e la conservazione agricola si intersecano sempre più. Consentendo la produzione di energia solare su terreni agricoli in pendenza senza compromettere l’uso agricolo, il progetto indica un modello che potrebbe diventare sempre più rilevante con la crescente scarsità di terreni pianeggianti adatti in tutta Europa.

Dinamiche simili stanno ora emergendo in Italia, dove la complessità del terreno, i requisiti agrivoltaici e i severi limiti sui lavori di sterro si intersecano sempre più. In Basilicata, Solargik ha recentemente sostenuto un progetto agrivoltaico da 20 MW su un terreno ripido e frammentato a Craco, dove più di un terzo del sito superava una pendenza del 15% e i volumi di scavo e riempimento erano limitati per legge. Un progetto di inseguitori convenzionali avrebbe richiesto più di quattro volte i lavori di sterro consentiti, rendendo di fatto il progetto non realizzabile.

Mentre il nostro team regionale, guidato da Netanel Hansel, direttore vendite Europa di Solargik, lavorava sui vincoli del sito in Italia, è diventato chiaro che il progetto era effettivamente bloccato perché nessuna soluzione convenzionale poteva soddisfare sia i requisiti del terreno che quelli normativi. Adattando il sistema al terreno piuttosto che il contrario, utilizzando configurazioni di inseguitori corti e adattabili al terreno, i lavori di sterro sono stati ridotti del 77%, consentendo al sito di andare avanti. Il risultato è stato un aumento della produzione energetica annuale e un miglioramento dell’IRR, il tutto nel rispetto del quadro normativo italiano. È proprio qui che vediamo sempre più il nostro ruolo: aiutare investitori, IPP, sviluppatori ed EPC a sbloccare progetti che altrimenti rimarrebbero bloccati a causa della complessità del sito.

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