Il Tar delle Marche, con sentenza n. 236/2026, ha accolto il ricorso promosso da TEP Renewables, assistita dagli avvocati Andrea Sticchi Damiani e Daniele Chiatante, annullando il provvedimento di deferimento al Consiglio dei Ministri della procedura di VIA relativa a un progetto agrivoltaico di circa 28 MW a Bellocchi, frazione di Fano (PU).
La sentenza ha ritenuto illegittimo il rinvio al Consiglio dei Ministri e ha imposto al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) di chiudere la procedura di VIA entro 30 giorni.
pv magazine Italia ne ha parlato con Leonardo Montesi, CEO di Tep Renewables, e con l’avvocato Andrea Sticchi Damiani, che ha dichiarato: “Si tratta di una sentenza di sistema che consente di evitare code procedimentali, della durata di tre o quattro anni presso la Presidenze del Consiglio dei Ministri, al ricorrere di determinate condizioni. Ovviamente ne esce vittoriosa l’efficienza procedimentale e torna l’ottimismo sui tempi di conclusione dei procedimenti di Via”.
“In particolare, in accoglimento delle tesi difensive, il Tar ha accertato l’idoneità dell’area e conseguentemente affermato il potere/dovere del Mase di rilasciare la VIA superando il parere negativo del MiC”, aggiunge il legale. Il punto chiave è infatti che il Tar qualifica l’area come “idonea per legge”: in questo caso, il Mase non poteva scaricare la decisione al Consiglio dei Ministri, ma doveva concludere la VIA valutando il parere negativo del Ministero della Cultura come obbligatorio ma non vincolante.
Partecipa alla sessione tecninca di pv magazine in lingua inglese Dual harvest, double trouble: Tackling EPC barriers in agrivoltaics design che si terrà al KEY – The Energy Transition Expo di Rimini il prossimo 5 marzo. Esperti del settore condivideranno approfondimenti sulle attuali tecnologie agrivoltaiche, sulle principali scelte progettuali e sui principali ostacoli alla standardizzazione e alla scalabilità dei progetti a duplice uso in Europa e in Italia, comprese le problematiche EPC specifiche per ogni regione. Secondo il Tar, l’area dell’impianto non ricade in vincoli paesaggistici o culturali tali da impedirne la realizzazione, mentre per le opere di connessione (interrate) il parere paesaggistico resta necessario ma non “bloccante”. Partecipa alla sessione tecninca di pv magazine in lingua inglese Dual harvest, double trouble: Tackling EPC barriers in agrivoltaics design che si terrà al KEY – The Energy Transition Expo di Rimini il prossimo 5 marzo. Esperti del settore condivideranno approfondimenti sulle attuali tecnologie agrivoltaiche, sulle principali scelte progettuali e sui principali ostacoli alla standardizzazione e alla scalabilità dei progetti a duplice uso in Europa e in Italia, comprese le problematiche EPC specifiche per ogni regione. “La sentenza è molto importante perché è la prima in cui il giudice amministrativo annulla il deferimento in Consiglio dei Ministri, il cui esito è incerto soprattutto nei tempi, che potrebbero arrivare anche a tre o quattro anni. Inoltre, dopo aver accertato l’idoneità dell’area, condanna il Mase a concludere il procedimento rilasciando la VIA”, ha sottolineato Leonardo Montesi a pv magazine Italia. Il CEO di TEP ha spiegato che le progettualità dell’azienda rispettano sempre il contesto paesaggistico e naturalistico in cui gli impianti si vanno a inserire. “Questo è un impianto agrivoltaico di tipo semplice, con moduli adeguatamente sollevati da terra per consentire la coltivazione anche sotto i pannelli e garantire il mantenimento dell’80% della produzione agricola vendibile nei cinque anni successivi all’entrata in esercizio dell’impianto, come prescritto dalla recente normativa”. Montesi ha aggiunto che il piano agronomico prevede prati permanenti per la produzione di foraggio per allevamento, basato su coltivazioni di qualità gestite tramite pratiche agricole sostenibili, ma anche, in via sperimentale e su piccole porzioni del fondo, colture tipiche del territorio quali il carciofo violetto tardivo di Pesaro e la cicerchia di Serra de’ Conti. “Siamo consapevoli – ha dichiarato Montesi – di avere fatto un passo in avanti importante, sempre che l’Avvocatura non decida di impugnare, approfittando delle lungaggini dei processi al Consiglio di Stato per bloccare tutto, ma la strada è ancora lunga. L’autorizzazione unica, che dovrebbe essere una mera formalità, rimane una challenge e tutto dipenderà dalla nostra capacità di proporre misure di mitigazione e compensazione ambientale che possano convincere un territorio non proprio favorevole alle rinnovabili”. Al momento TEP Renewables ha previsto la piantumazione di filari di olivi delle varietà locali, in un’alternanza compositiva e produttiva sostenibile dal punto di vista paesaggistico ed economico‑produttivo, nella fascia perimetrale per mitigare gli impatti visivi di un impianto di dimensioni rilevanti. I presenti contenuti sono tutelati da diritti d’autore e non possono essere riutilizzati. Se desideri collaborare con noi e riutilizzare alcuni dei nostri contenuti, contatta: editors@nullpv-magazine.com.





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