“Nel breve termine, il DL Bollette può attenuare alcuni dei segnali di prezzo che di norma sostengono i ricavi dello storage, in particolare se i costi legati al gas e all’ETS vengono parzialmente neutralizzati per la generazione convenzionale. Tuttavia, i fondamentali dello storage vanno ben oltre gli spread di arbitraggio di breve periodo”. È quanto dichiara Roberto Pasqua, executive director of South and East Europe development di EDP, in un’intervista per pv magazine Italia.
Non esiste per Pasqua la possibilità che il DL freni lo storage in Italia, almeno non sul lungo termine. “Anche se alcune misure regolatorie possono influenzare temporaneamente gli spread, il sistema ha comunque bisogno dello storage per gestire l’intermittenza, stabilizzare i prezzi di cattura e supportare l’affidabilità della rete. In questo senso, il BESS rimane un asset strategico in un sistema ad alta penetrazione di rinnovabili”, afferma il rappresentante di EDP.
Sul tema, Patrizio Donati, fondatore di Terrawatt, ha dichiarato nelle scorse settimane a pv magazine Italia che “il decreto comprime i ricavi delle rinnovabili e i margini dello storage contemporaneamente”.
Ancora sul DL Bollette, Pasqua ritiene che l’obiettivo principale di ridurre i costi dell’elettricità per i consumatori “è comprensibile”. Tuttavia, dal punto di vista di un investitore, “il decreto si concentra più sulla redistribuzione del valore all’interno del sistema esistente che sulla creazione di visibilità per nuovi investimenti nelle rinnovabili”.
Nonostante il rafforzamento dei contratti a lungo termine e dei meccanismi di liquidità sia benvisto dal responsabile di EDP, lo stesso ritiene che “non compensa pienamente la complessità regolatoria, la pressione fiscale e la persistente incertezza sui permessi e sull’accesso alla rete”.
In Italia, affinché le rinnovabili trainino la competitività industriale e la decarbonizzazione, “il quadro normativo deve evolvere da un’impostazione focalizzata sulla stabilità a una orientata alla crescita” secondo Pasqua.
Sulla possibilità che il fotovoltaico sia entrato in una fase discendente dopo il picco raggiunto nel 2024 e il calo di installazioni nel 2025, Pasqua ritiene non si tratti di un declino strutturale, anche in virtù degli obiettivi Pniec.
“I fondamentali a sostegno delle installazioni solari per fornire energia rinnovabile a imprese e famiglie rimangono solidi: domanda corporate e industriale, obiettivi di decarbonizzazione e potenziale solare dell’Italia continuano a sostenere la crescita”, afferma l’executive director, che aggiunge: “allo stesso tempo, lo storage sta diventando sempre più essenziale. Con l’aumento della penetrazione del solare, diventa cruciale gestire la volatilità dei prezzi e bilanciare la generazione, e il BESS è centrale per renderlo possibile”.
In merito al prossimo Fer X “definitivo”, Pasqua evidenzia che “l’attuale impostazione rischia di limitare la concorrenza se determinati criteri vengono imposti come requisiti stringenti di pre-qualifica”. Un approccio di questo tipo, aggiunge, “potrebbe ridurre il numero di offerenti idonei e indebolire la dinamica competitiva delle aste”.
Una soluzione più equilibrata, secondo il rappresentante di EDP, “sarebbe applicare la resilienza come criterio di aggiudicazione, anziché come barriera all’ingresso, insieme a prezzi cap adeguati che riflettano i costi più elevati associati a tali requisiti” garantendo “volumi d’asta sufficienti, tempistiche compatibili con la bancabilità dei progetti e prezzi cap realistici”.
António Ricciardi, responsabile client solutions Europe di EDP, ha invece parlato a pv magazine Italia della strategia che la società porta avanti per clienti industriali nel Paese.
L’energia distribuita, ritiene Ricciardi, “è diventata una leva strutturale di competitività per l’industria italiana”. Il fotovoltaico on-site consente alle aziende, da un lato, “di sganciarsi in parte dalla volatilità dei prezzi all’ingrosso, ridurre l’esposizione al gas importato e ad altri combustibili fossili” e, dall’altro, di “ottenere visibilità di lungo periodo sui costi. Oltre a maggiore stabilità e prevedibilità, l’autoproduzione riduce direttamente nel tempo i costi unitari dell’energia, rafforzando la competitività di costo”.
Guardando al 2030, il responsabile EDP ritiene che gli asset distribuiti “andranno oltre la semplice autoproduzione”. Il solare combinato con batterie fornirà sempre più servizi di flessibilità, sosterrà l’elettrificazione dei processi industriali e contribuirà alla stabilità della rete. “Sarà una componente chiave di un modello energetico industriale capace di garantire prevedibilità nell’approvvigionamento energetico e maggiore stabilità nei costi operativi”, aggiunge Ricciardi.
Dal suo ingresso nel mercato italiano, EDP ha installato 1,1 GW di progetti eolici e solari su larga sala e si è assicurata quasi 170 MW di capacità solare contrattualizzata per i clienti industriali, investendo nel Paese oltre 1,6 miliardi di euro. Nel 2025 è stato realizzato il nostro primo impianto solare integrato con storage presso lo stabilimento Igat di Caserta.
“Lo storage rafforza il business case consentendo peak shaving, load shifting e maggiore autoconsumo, oltre a posizionare i clienti per una futura partecipazione ai mercati della flessibilità”, spiega Ricciardi, che specifica come l’azienda stia inoltre valutando di ampliare l’offerta verso soluzioni termiche alimentate da energia rinnovabile: “vediamo un forte potenziale per implementare in Italia per batterie termiche alimentate da fonti rinnovabili”.
In merito allo stadio evolutivo del mercato corporate dello storage, il responsabile EDP ritiene che, nonostante non sia ancora pienamente maturo, ha già superato la fase sperimentale iniziale.
“Nei mercati con maggiore penetrazione delle rinnovabili, lo storage sta chiaramente diventando sempre più rilevante. Con la continua crescita della capacità solare, osserviamo una maggiore compressione dei prezzi nelle ore di picco della generazione. Questo aumenta la volatilità e mette pressione sui prezzi di cattura, rendendo la flessibilità sempre più preziosa”, commenta Ricciardi.
Tuttavia, il business case ad oggi “rimane specifico per ciascun sito e dipende dai profili di consumo, dalle strutture tariffarie e dalla regolazione”. Entro il 2030, però, con l’aumento della penetrazione delle rinnovabili e delle esigenze di bilanciamento del sistema, “l’integrazione dello storage diventerà sempre più una caratteristica standard dei progetti solari industriali ben strutturati, più che un semplice elemento aggiuntivo”, conclude il rappresentante di EDP.
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