Il governo italiano considera strategiche le centrali a carbone in un momento in cui le tensioni in Medio Oriente possono potenzialmente innescare una crisi sul mercato gas. È il messaggio trasmesso dal ministro dell’Energia, Gilberto Pichetto Fratin, rispondendo alle domande dei giornalisti prima dell’inaugurazione del KEY di Rimini. Le decisioni su DL Bollette e altri temi fondamentali per la sicurezza energetica nazionale verranno prese solo quando si capirà la gravità della crisi in corso, ha aggiunto il ministro.
Pichetto, durante il punto stampa, ha confermato che ieri il suo dicastero si è confrontato con il ministero degli Esteri e il ministero della Difesa, ma anche con Eni e Snam per capire meglio come procedere sul lato gas.
Il vertice del Mase, sostenendo che il gas è una risorsa centrale anche nella situazione attuale, ha ribadito che “abbiamo lo stoccaggio più alto d’Europa” e che “al momento non c’è una condizione di crisi quantitativa”.
“Il gas garantisce la continuità che non possiamo avere con fotovoltaico ed eolico che, come l’idroelettrico, chiaramente dipendono dalle condizioni atmosferiche. Per fortuna abbiamo il gas e per fortuna abbiamo la Francia e la Slovenia”, ha detto il ministro riferendosi alle importazioni di elettricità prodotta da nucleare nei due Paesi UE.
Pichetto ha poi aggiunto, rispondendo a una domanda di pv magazine, che potrebbe essere ora arrivato il momento di procedere con acquisti congiunti di gas.
“Quattro anni fa l’Italia stessa ha chiesto di fare degli acquisti collettivi con degli stoccaggi cumulativi. Altri Paesi non hanno voluto. Adesso si ripropone il tema”, ha detto il ministro, aggiungendo che la Commissione europea starebbe finalmente capendo che “il mondo è cambiato completamente rispetto a cinque anni fa”.
Pichetto infine ha spiegato che è giusto investire nella catena produttiva per arrivare a produrre moduli e batterie made in Europe, ma non ha spiegato il piano d’azione in merito.
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