La Commissione europea ha presentato alcune iniziative per ridurre i prezzi dell’energia, puntando sulla partnership pubblico-privato così da mobilitare capitali privati che sono già presenti nel Continente. Nella strategia di investimento per l’energia pulita presentata al Parlamento europeo durante la Plenaria in corso, l’esecutivo europeo ha detto che l’obiettivo è migliorare l’accesso ai mercati dei capitali, ridurre i rischi degli investimenti in modo mirato e instaurare una cooperazione strutturata con la comunità finanziaria.
“L’attuazione delle azioni sarà realizzata in partenariato con il gruppo BEI, che intende erogare oltre 75 miliardi di euro di finanziamenti nei prossimi tre anni”, ha scritto l’esecutivo europeo, ricordando che saranno necessari investimenti pari a €660 miliardi all’anno fino al 2030, che saliranno a €695 miliardi all’anno nel decennio successivo. La Commissione europea ricorda anche che gli investitori istituzionali controllano oltre 12 trilioni di euro di attività in Europa e cercano rendimenti stabili. Il piano della Commissione sarà anche supportato dal nuovo Fondo di investimento per le infrastrutture strategiche.
Per attrarre investitori istituzionali come fondi pensione, assicuratori e fondi sovrani, l’esecutivo europeo propone la cartolarizzazione dei futuri flussi di entrate, come le tariffe di rete regolamentate o i pagamenti per le energie rinnovabili, convertendoli in titoli negoziabili, “che offrono i rendimenti a lungo termine e stabili richiesti dagli investitori istituzionali. Un’altra soluzione è l’uso di obbligazioni ibride, che consentono agli operatori di rete e alle società energetiche di raccogliere capitali senza superare i limiti del debito, rendendo questi investimenti più attraenti per gli istituti avversi al rischio”.
La Commissione vuole poi promuovere “una solida catena di approvvigionamento dell’UE”, considerandola necessaria per ridurre le dipendenze dalle importazioni e garantire l’autonomia strategica. Questi sembrano appunto i due obiettivi principali delle strategie presentate oggi al Parlamento europeo durante la Plenaria a Strasburgo.
La Commissione ha poi presentato la strategia per i piccoli reattori modulari (CGO), in cui propone azioni che portino ad attivare i primi piccoli reattori modulari nell’UE entro i primi anni 2030.
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