Crisi energetica, Ecco: ulteriori rischi da incertezza normativa introdotta dal Governo italiano

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Ecco, il think tank italiano per il clima, conferma nella sua analisi condivisa oggi che l’attuazione del Green Deal europeo rimane la strada principale per garantire sicurezza energetica, competitività industriale e protezione dell’economia europea da shock geopolitici ricorrenti. Questo in linea con le analisi da Ieefa, Commissione europea e Nazioni Unite.

“Dal 2021 al 2024 l’Italia ha installato 15 GW di nuova capacità rinnovabile, meno dei 9 GW/anno previsti dal Pniec, che hanno il potenziale di sostituire 3,8 miliardi di mc di gas, equivalenti a un risparmio pari a 1,4 miliardi”, ha scritto Ecco.

Ecco sostiene che la vulnerabilità ai prezzi, più che ai volumi, rischia di innescare risposte politiche controproducenti, “come la sospensione del meccanismo di scambio di emissioni ETS difesa dal Governo italiano ieri in Parlamento”.

Secondo Ecco, la sospensione del meccanismo ETS creerebbe incertezza normativa, introdurrebbe elementi distorsivi nel mercato unico e proteggerebbe la dipendenza da gas.

“I beneficiari della crisi in Medio Oriente sono gli Stati Uniti; il rischio di dipendenza per l’UE e l’Italia aumenta. Un eventuale ridimensionamento della presenza del Qatar nel mercato globale del GNL potrebbe aumentare ulteriormente la quota di mercato statunitense, con implicazioni rilevanti per l’autonomia strategica europea”, ha scritto Ecco.

Ecco ricorda che la domanda di gas a livello europeo è in calo (-18% rispetto al periodo pre-crisi), nonostante una lieve crescita nel 2025.

“In Italia, la domanda di gas è diminuita del 16% tra il 2021 e il 2025, con 11,5 miliardi di metri cubi di importazioni in meno, pari a circa 4,3 miliardi di euro risparmiati”, ha detto il think tank, aggiungendo che il gas qatarino rappresenta circa il 24% del totale di import GNL e l’8% sul consumo totale di gas italiano, per un totale di 6,4 miliardi di metri cubi annui.

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