Fondata nel 2017 a Rotterdam, Wattlab ha iniziato a sviluppare soluzioni solari per la navigazione interna, arrivando a installare i propri sistemi su oltre 30 unità e a conquistare un Guinness World Record con la nave fluviale MS Helios, equipaggiata con 312 moduli fotovoltaici.
L’azienda ha dimostrato la fattibilità e la scalabilità dell’energia solare per le navi portarinfuse con Solar Flatrack. Dopo progetti pilota di successo e la prima installazione su larga scala su una nave d’altura, la Vertom Tula, Wattlab sta scalando la sua soluzione Solar Flatrack verso il mercato internazionale del trasporto marittimo di rinfuse secche.
pv magazine Italia ha parlato con il CEO e co-founder di Wattlab, Bo Salet, per capire il potenziale per il mercato italiano. La premessa positiva sono le 712.000 DWT (portata lorda) di navi portarinfuse e altre imbarcazioni con spazio sul ponte per i pannelli solari.
“L’Italia rappresenta un mercato importante per la nostra soluzione per tre motivi principali. Il primo è l’elevato irraggiamento solare che porta ad una maggiore produzione di energia e maggiore redditività aziendale, poi per le tipologie di navi idonee, per brevi tragitti, merci generiche, rinfuse, con spazio disponibile sul ponte. Infine per le normative UE – EU ETS e FuelEU Maritime – che creano incentivi finanziari diretti per ridurre il consumo di carburante e le emissioni”, spiega Salet.
Il CEO aggunge che “nel complesso, ciò significa che gli armatori italiani possono ottenere sia un risparmio di carburante che vantaggi in termini di conformità normativa, con un ritorno sull’investimento relativamente prevedibile”.
Salet racconta che in collaborazione con TNO e la compagnia di navigazione Vertom, il sistema è stato testato sulla Vertom Anette. Le conoscenze acquisite sono state successivamente applicate alla Vertom Tula, dove 44 Solar Flatrack riducono di circa il 20% il carico di bordo. Il progetto è stato cofinanziato dal Just Transition Fund (JTF) dell’Unione Europea, parte del Green Deal europeo verso la neutralità climatica al 2050.
“Con questo passo dimostriamo che l’energia solare in mare non è più un esperimento, ma una soluzione funzionante. Attraverso i due progetti pilota abbiamo imparato molto in termini di usabilità – sia dal punto di vista tecnico sia per quanto riguarda la facilità d’uso da parte dell’equipaggio. Abbiamo anche acquisito preziose informazioni sulla tenuta marina del sistema. Su queste basi abbiamo migliorato in modo significativo il nostro Solar Flatrack”, ha dichiarato il cofondatore di Wattlab.
Tra i dettagli tecnici spicca la progettazione che assicura zero impatto sulle operazioni quotidiane, in particolare in presenza di carico sul ponte. “Il sistema garantisce che i pannelli possano rimanere in posizione durante le operazioni di carico e scarico, che possa essere facilmente disconnesso e impilato, se necessario. Inoltre, le unità possono essere stivate in modo compatto all’interno dell’ingombro di un singolo container da 20 piedi”, riporta l’azienda nella nota.
Con la tecnologia attuale, Wattlab può installare sistemi di energia solare su coaster e navi fino al segmento Supramax – in particolare su unità dotate di portelloni pieghevoli o impilabili. Sulla base di questi risultati, è ora avviato lo sviluppo per servire classi di navi più grandi, incluse Panamax e portarinfuse di dimensioni superiori.
Wattlab, infine, afferma che il ritorno sull’investimento è stimato tra 3 e 5 anni.
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