Pompe di calore, nel 2025 cresce il mercato italiano: avanzano split e sistemi medio-grandi

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Secondo la rilevazione statistica annuale presentata oggi da Assoclima a Mostra Convegno Expocomfort 2026, fiera che si sta svolgendo presso i padiglioni di Fiera Milano Rho, il fatturato Italia del comparto dei componenti per i sistemi di climatizzazione ha raggiunto nel 2025 i 2.921 milioni di euro, in aumento dell’8,5% rispetto all’anno precedente a parità di panel. La produzione nazionale si è invece attestata a 1.279 milioni di euro, con una crescita del 6,4%.

Per quanto riguarda il segmento delle pompe di calore, il dato più rilevante arriva dall’espansione diretta, che continua a mostrare una progressione robusta sia a volume sia a valore. Nel dettaglio, i climatizzatori monosplit sono cresciuti del 16% a volume e del 12% a valore, i multisplit del 15% a volume e del 13% a valore, mentre i sistemi VRF hanno registrato un incremento del 12% a volume e del 10% a valore.

Assoclima collega questo andamento a una maggiore consapevolezza da parte degli utenti rispetto all’efficienza energetica delle pompe di calore elettriche, a un rilevante mercato della sostituzione generato dal parco installato e all’aumento delle temperature estive, che spinge la domanda di raffrescamento. A questi fattori si aggiungono l’incertezza sui prezzi del gas e le campagne di sensibilizzazione su decarbonizzazione ed elettrificazione dei consumi termici. In questa prospettiva, la diffusione delle pompe di calore si intreccia sempre di più con il fotovoltaico, che può contribuire a coprire una parte crescente dei consumi elettrici associati alla climatizzazione, migliorando l’equilibrio economico dell’elettrificazione negli edifici.

Più articolata la dinamica del comparto idronico. Nel complesso, il mercato delle pompe di calore aria-acqua e dei chiller condensati ad aria risulta sostanzialmente stabile, con un lieve calo dello 0,4% a valore. L’analisi per fasce di potenza mostra però un quadro differenziato. Crescono infatti in modo significativo le pompe di calore con potenze comprese tra 18 e 50 kW, che segnano +11,6% a volume e +10,8% a valore, mentre si osserva un andamento positivo anche per le macchine di grossa taglia, oltre i 500 kW, sostenute anche dagli interventi legati al PNRR, in particolare nel terziario e nelle grandi infrastrutture.

Resta invece in lieve contrazione il segmento delle piccole taglie destinate al residenziale. Per le pompe di calore con potenza inferiore a 10 kW, Assoclima rileva un calo del 4,4% a volume e del 4,5% a valore. Nella fascia 11-17 kW, la flessione è del 3,1% a volume e del 5,4% a valore. Si tratta di dati che, secondo l’associazione, lasciano comunque intravedere un possibile recupero nel breve periodo.

Indicazioni positive arrivano anche dal comparto delle pompe di calore acqua-acqua e dei chiller condensati ad acqua, che nel 2025 segnano una crescita complessiva del 2,9% a valore, pur su volumi più contenuti rispetto ai sistemi a condensazione ad aria. In particolare, le pompe di calore acqua-acqua mostrano una dinamica sostenuta nelle taglie fino a 10 kW, con +31% a volume e +41% a valore, e nelle fasce comprese tra 18 e 100 kW. Più variabile il quadro nelle altre classi di potenza, con contrazioni tra 101 e 500 kW e una ripresa nelle taglie superiori.

La fotografia scattata da Assoclima evidenzia quindi un mercato delle pompe di calore in evoluzione, con una crescita più netta nelle soluzioni a espansione diretta e nelle applicazioni medio-grandi, mentre il segmento residenziale di piccola taglia appare ancora in fase di assestamento. Per il mondo del fotovoltaico, il dato conferma comunque una traiettoria di fondo chiara: l’aumento dei consumi elettrici per climatizzazione e riscaldamento rende sempre più strategica l’integrazione tra generazione rinnovabile e domanda termica elettrificata.

Nel corso della presentazione, Assoclima ha anche illustrato uno studio realizzato da The European House Ambrosetti sul futuro delle pompe di calore in Italia. Secondo lo studio, il principale freno alla diffusione della tecnologia resta il rapporto tra prezzo dell’energia elettrica e quello del gas, il cosiddetto Reeg, rimasto nel 2025 su livelli poco favorevoli. Per accelerare il mercato, lo studio propone un pacchetto integrato di misure che comprende la riduzione selettiva degli oneri generali e dell’accisa sull’energia elettrica per gli utenti con pompa di calore, interventi sulle componenti tariffarie che penalizzano l’aumento di potenza impegnata, strumenti di compensazione dedicati e offerte commerciali luce-gas più coerenti con l’efficienza della tecnologia.

L’obiettivo indicato è portare il Reeg attorno a 2, così da rendere le pompe di calore la migliore opzione per la produzione di calore per famiglie e imprese e, al tempo stesso, una delle tecnologie più coerenti con gli obiettivi di transizione energetica, competitività industriale e indipendenza energetica del Paese. In questo quadro, anche il fotovoltaico è destinato a rafforzare il proprio ruolo, perché la possibilità di associare autoproduzione elettrica e pompe di calore può aumentare la convenienza economica dell’elettrificazione, soprattutto in ambito residenziale e nel terziario.

 

 

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