Il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase) ha annullato, a seguito di opposizione da parte della Regione Sardegna, il provvedimento di compatibilità ambientale precedentemente rilasciato al progetto per un impianto fotovoltaico da 72,6 MW nel Comune di Putifigari (Sassari).
L’iniziativa, proposta da una controllata di Ilos Energy, aveva ottenuto la valutazione di impatto ambientale (VIA) positiva a ottobre 2025. Pochi giorni dopo, la Regione si è opposta al provvedimento rilasciato dal ministero, denunciando l’imposizione di una scelta autoritaria che non ha tenuto conto della ricaduta del progetto su aree tutelate e interessate da beni patrimonio Unesco.
Il 30 marzo il Mase ha rilasciato un nuovo decreto, il 190/2026, con cui ha annullato il precedente provvedimento di VIA positiva. In particolare, si legge nell’atto, il ministero ha tenuto conto delle rilevazioni della soprintendenza di Sassari, successivamente accertate dalla soprintendenza speciale per il Pnrr, secondo cui il progetto ricade quasi interamente nella fascia di rispetto di 500 metri da beni culturali tutelati.
Più nello specifico, l’impianto sarebbe dovuto sorgere “all’interno dell’area buffer di protezione della Necropoli di Monte Siseri e S’Incantu, comprese nel Sito seriale ‘Art and Architecture in the Prehistory of Sardinia. The domus de janas’, ufficialmente riconosciuti come Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco dal 12 luglio 2025”.
“Abbiamo denunciato fin da subito, anche presentando tempestivamente ricorso al Tar, che quel provvedimento fosse un atto gravissimo basato su presupposti errati e calato dall’alto senza considerare il valore inestimabile dell’area. Il ministero ha dovuto ammettere che le nostre osservazioni erano fondate: non si può barattare il paesaggio con una transizione energetica selvaggia”, commenta l’assessore sardo degli Enti locali, Finanze e Urbanistica, Francesco Spanedda, a seguito del nuovo provvedimento.
I contenziosi tra Sardegna e governo non finisco qui. Appena due settimane fa, la Regione ha annunciato di aver avviato l’impugnazione davanti alla Corte Costituzionale della legge n. 4/2026 (conversione del DL 175/2025 – Transizione 5.0 e Aree idonee) in quanto “ritenuta lesiva delle prerogative statutarie e del governo del territorio”.
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