L’Unione europea ha pubblicato nella Gazzetta ufficiale la seconda lista dei Progetti di Interesse Comune (PCI) e dei Progetti di Interesse Reciproco (PMI) nel settore delle infrastrutture energetiche transfrontaliere. La nuova Union list comprende 235 iniziative ed è destinata a rafforzare l’interconnessione energetica del continente, sostenendo al tempo stesso l’integrazione del mercato interno dell’energia e gli obiettivi della transizione climatica europea. La lista entrerà in vigore dopo 20 giorni dalla pubblicazione e sostituirà formalmente la precedente.
Nel nuovo elenco, l’Italia occupa una posizione di rilievo in più aree strategiche: interconnessioni elettriche, sistemi di accumulo, infrastrutture per l’idrogeno e reti per il trasporto e lo stoccaggio della CO₂. La nuova Union list conferma infatti il peso del Paese nelle infrastrutture energetiche europee, con oltre 20 progetti che coinvolgono la penisola tra elettricità, accumuli, idrogeno e CO₂.
Tra i progetti elettrici più rilevanti compare Sacoi 3 (PCI 1.10), l’interconnessione tra Italia continentale, Corsica e Sardegna, inserita nel corridoio NSI West Electricity. Nello stesso ambito figura anche Elmed (PMI 1.19), l’interconnessione elettrica tra Sicilia e Tunisia, insieme a Medlink (PMI 1.35), che collega La Spezia ad Annaba in Algeria e Suvereto a Marsa Dhib in Tunisia. Questi interventi rafforzano la dimensione mediterranea del sistema elettrico italiano e il suo ruolo nei flussi energetici tra Europa e Nord Africa.
Sempre sul fronte delle interconnessioni rientra il collegamento Lienz (AT) – Veneto region (IT) (PCI 2.8), incluso nel corridoio NSI East Electricity. A questo si aggiungono la seconda interconnessione Villanova (IT) – Lastva (ME) (PMI 2.25), il collegamento interno Villanova–Fano (PCI 2.14), identificato come Adriatic Hvdc link, e la linea Foggia–Forli (PCI 2.19), denominata HG Adriatic Corridor. È inoltre presente anche il HG North Tyrrhenian Corridor (PCI 1.23), ulteriore tassello del rafforzamento della rete nazionale e dei suoi scambi transfrontalieri.
Sul versante dell’accumulo, l’Italia compare con quattro impianti idroelettrici a pompaggio qualificati come PCI: Villarosa (1.28), Taccu Sa Pruna (1.29), Favazzina (1.30) e Serra Del Corvo (1.31). Tutti sono inseriti nell’area prioritaria NSI West Electricity come progetti di stoccaggio tramite pompaggio idroelettrico, una tecnologia considerata essenziale per sostenere l’integrazione di quote crescenti di produzione rinnovabile non programmabile.
Nell’idrogeno, la presenza italiana è articolata lungo più corridoi. Nel sistema Italy–Switzerland–Germany, il progetto 9.29.1 riguarda un’infrastruttura interna in Italia “da Poggio Renatico al confine svizzero”, mentre il progetto 9.34 estende il corridoio in territorio svizzero come PMI. Si tratta di un asse importante in prospettiva centroeuropea, destinato a collegare la rete italiana ai futuri flussi continentali di idrogeno.
Ancora più strategico è il SoutH2 Corridor Tunisia–Italy–Austria–Germany (PCI 10.1). In questo quadro, la sezione 10.1.1 corrisponde esplicitamente alla Italian H2 Backbone, cioè alla dorsale nazionale per il trasporto di idrogeno verso l’Austria e, attraverso di essa, verso il mercato tedesco. Nello stesso corridoio rientra anche il progetto 10.12, qualificato come PMI, relativo al North Africa Hydrogen Corridor, il gasdotto offshore tra Tunisia e Italia che costituisce parte integrante del SoutH2.
L’Italia compare inoltre nel corridoio Greece–Italy per l’idrogeno (PCI 10.7), che include il progetto 10.7.2 H2 Poseidon pipeline, infrastruttura offshore tra Grecia e Italia, oltre alle opere interne in Grecia funzionali al collegamento. A questa presenza si aggiunge anche il progetto 10.11 Fiume Treste Livello Underground Hydrogen Storage, che segnala il coinvolgimento italiano non solo nel trasporto ma anche nello sviluppo di capacità di stoccaggio dedicate all’idrogeno.
Nell’area prioritaria dedicata alla rete transfrontaliera per il trasporto di CO₂, l’Italia è presente nel progetto Callisto (PCI 13.5), descritto come sviluppo di hub multimodali nel Mediterraneo destinati a raccogliere e stoccare emissioni provenienti da Francia e Italia in siti offshore al largo di Ravenna. È poi coinvolta nel progetto Prinos–Apollo CO₂ (PCI 13.11), che prevede lo stoccaggio offshore a Prinos, in Grecia, di emissioni in arrivo via gasdotto dalla Grecia e via nave da diversi Paesi, tra cui l’Italia.
Per il sistema italiano, questo scenario apre opportunità rilevanti ma anche una sfida di pianificazione. L’inserimento dei progetti nella lista europea accelera infatti iter autorizzativi e accesso a strumenti di sostegno, ma la trasformazione delle priorità di Bruxelles in capacità effettivamente disponibile dipenderà dalla coerenza tra programmazione europea, pianificazione nazionale e sviluppo concreto delle reti sul territorio.
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