Dal tetto agricolo al rendimento: quando il fotovoltaico diventa un asset finanziario

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Da un tetto inutilizzato a un “asset finanziario ad alto rendimento” in meno di un anno: è la storia dell’Azienda Agricola Serafini di Pergine Valsugana (TN), che grazie all’installazione di un impianto fotovoltaico più accumulo ha ridotto l’impatto dei rincari elettrici e incrementato la redditività aziendale.

Lo ha spiegato a pv magazine Italia Lisandro Kaunitz, CEO di Energy Renovation Studio.

“Quello dell’azienda Agricola Serafini era un caso emblematico: costi fissi altissimi, in un Paese dove l’energia costa mediamente il 49% in più rispetto alla Francia. Per ogni litro di latte o chilo di prodotto agricolo, una parte importante del margine veniva erosa ancora prima della vendita”.

L’analisi iniziale ha rivelato un profilo di consumo perfettamente compatibile con il fotovoltaico. Eppure, fino a quel momento, il 100% dell’energia era acquistata dalla rete.

Il progetto fotovoltaico su misura  è stato pianificato partendo non dalla disponibilità di tetto, ma dal reale profilo energetico dell’azienda. “Abbiamo dimensionato l’impianto con una potenza di 19,95 kW, composta da 43 moduli Jinko, abbinato a un sistema di accumulo Huawei da 30 kWh, per massimizzare l’autoconsumo. Inoltre, abbiamo gestito l’intera pratica per accedere al Bando Parco Agrisolare, ottenendo un contributo a fondo perduto del 50%”.

Kaunitz racconta che in meno di dodici mesi, i risultati hanno superato le aspettative: un tasso di autoconsumo dell’80%, un periodo di ritorno dell’investimento di 3,5 anni e un ROI del 27% annuo. “Provate a trovare un rendimento simile nel settore immobiliare o bancario”, commenta Lisandro, evidenziando la portata economica di queste operazioni.

Grazie all’unione tra autoconsumo e contributo Parco Agrisolare, si prevede che l’impianto si ripaghi in circa tre anni, batterie incluse, anche considerando l’ipotesi più prudente di un prezzo dell’elettricità invariato.

Kaunitz spiega che il risparmio annuo in bolletta è pari a 6.404 euro, inclusi i ricavi da immissione in rete tramite RID GSE.

Per  il CEO di Energy Renovation Studio la lezione è chiara: “Non guardiamo al fotovoltaico come a un costo ambientale, ma come a un investimento finanziario. Ridurre le spese energetiche può aumentare l’utile netto dal 5 al 20% senza dover vendere un solo prodotto in più”.

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