Progetto Fenice, FuturaSun: “Incertezza normativa comporta slittamento di 12 mesi”

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“Davanti alla persistente incertezza normativa, in particolare sul tema del “Made in EU”, è stato concordato con la Commissione Europea un amendment che prevede lo slittamento del progetto di 12 mesi. Di conseguenza, l’avvio della produzione della fabbrica Fenice è ora previsto nel corso del 2028”. Lo ha dichiarato Giorgio Fantuz, general manager di FuturaSun, a pv magazine Italia.

A maggio 2025, durante l’Intersolar di Monaco, Fantuz aveva detto a pv magazine Italia che la fabbrica sarebbe stata operativa a fine 2027. Tuttavia, spiega ora la società, che un contesto normativo poco favorevole sta facendo slittare l’avvio dei cantieri di circa un anno. In corso, ci sarebbero anche valutazioni di aree alternative in cui sviluppare il sito.

“Non si tratta di un congelamento del progetto, ma di una riprogrammazione che consente di allineare tempistiche industriali, contesto normativo e condizioni di mercato in modo più sostenibile”, ha detto Fantuz.

La capacità complessiva prevista resta confermata: circa 7,6 GW di moduli fotovoltaici nei primi dieci anni di attività. “Il rinvio temporale non modifica l’ambizione industriale del progetto né la sua scala, anche e soprattutto perché è l’obiettivo industriale che abbiamo fissato nell’ambito del progetto presentato all’Innovation Fund. L’auspicio, anche alla luce del costante avanzamento tecnologico, ci dà l’ottimismo per prevedere che questo volume possa essere incrementato”, ha sottolineato il general manager.

“Sul fronte dei pannelli made in Europe, ci stiamo confrontando con la reticenza del sistema finanziario italiano e, più in generale, con l’approccio ancora prudente e attendista degli investitori nazionali, continuando a evidenziare la solidità industriale e la sostenibilità di medio-lungo periodo del progetto Fenice, così come il valore strategico della ricostruzione di una filiera fotovoltaica europea”, ha concluso Fantuz.

La fabbrica prevede inizialmente due linee produttive, n-Type e Back contact (xBC) che, secondo la società, continueranno a essere dominanti fino all’ascesa della perovskite.

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