Il 2025 come anno di svolta per le CER
Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) stanno entrando in una nuova fase di sviluppo. Dopo un avvio caratterizzato da poche decine di iniziative sperimentali, il 2025 rappresenta l’anno in cui il meccanismo ha iniziato a raggiungere una dimensione significativamente più ampia.
Oggi risultano oltre 700 CER operative, con circa 1.800 configurazioni CER attive, cui si aggiungono più di 1.300 CER in fase di attivazione legate anche alle richieste di finanziamento Pnrr. La potenza complessiva installata associata alle configurazioni CER già in esercizio è pari a circa 175 MW.
Nel complesso, considerando sia le configurazioni già operative sia i progetti Pnrr, il numero di nuovi soggetti giuridici CER arrivati sul mercato nel corso dell’ultimo anno si avvicina alle 2.000 unità, segnando un cambio di passo rispetto alla fase iniziale del modello.
Un’ulteriore misura della crescita del fenomeno emerge osservando i punti di connessione coinvolti: attualmente sono oltre 25.000 quelli già in esercizio considerando tutte le configurazioni di autoconsumo diffuso (Cacer), mentre includendo anche i progetti Pnrr il dato supera quota 70.000 tra clienti finali e produttori potenzialmente coinvolti.
Fotovoltaico al centro, cresce l’integrazione degli accumuli
Dal punto di vista tecnologico, il fotovoltaico continua a rappresentare l’asse portante delle CER. Accanto alla generazione distribuita, si rafforza però l’integrazione dei sistemi di accumulo, con l’obiettivo di aumentare l’autoconsumo e la quota di energia condivisa.
Attualmente circa il 55% delle configurazioni CER risulta dotato di sistemi di storage, per un totale di circa 1.000 configurazioni con accumulo. Un dato che evidenzia come lo storage stia diventando un elemento sempre più strategico per migliorare flessibilità, stabilità e valorizzazione dell’energia prodotta localmente.
Il ruolo della Pubblica Amministrazione
I numeri complessivi mostrano una crescita rapida del meccanismo, anche se l’analisi delle configurazioni CER evidenzia un coinvolgimento ancora limitato della Pubblica Amministrazione nei ruoli di guida.
Le configurazioni CER in cui Comuni o altre PA compaiono come soggetti referenti o produttori sono poco più di 40 su circa 1.800. Analogamente, i progetti PNRR presentati direttamente dai Comuni risultano poco più di 600 su oltre 48.000 iniziative complessive censite nell’ambito delle diverse configurazioni di autoconsumo.
Dati che suggeriscono come, almeno nella fase attuale, la spinta principale allo sviluppo delle CER provenga soprattutto da cittadini, imprese e soggetti privati, mentre il ruolo diretto degli enti locali appare ancora marginale, pur in presenza di un potenziale importante in termini di abilitazione territoriale.
Pnrr: Pichetto Fratin, “risorse riallineate al fabbisogno effettivo”
Un passaggio chiave del 2025 riguarda la rimodulazione della dotazione Pnrr destinata alle CER. Secondo quanto chiarito dal Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, l’adeguamento rientra nella revisione complessiva del Piano ed è stato adottato per “mettere in sicurezza tutte le misure senza perdere un solo euro di fondi europei”.
Il Ministero ricostruisce la logica tecnica della dotazione iniziale: i 2,2 miliardi previsti nel 2021 erano stati stimati ipotizzando un sostegno erogato interamente sotto forma di prestiti a tasso zero fino al 100% dei costi ammissibili. Con la modifica del Pnrr operata nel 2023, la misura è stata invece trasformata in contributo a fondo perduto, modalità più coerente con la reale dinamica attuativa dei progetti.
Questo passaggio ha però introdotto un vincolo: per rispettare la disciplina europea sugli aiuti di Stato, l’intensità massima del contributo non poteva superare il 40% dei costi ammissibili, determinando – a parità di obiettivi – un fabbisogno di risorse inferiore rispetto alle previsioni iniziali.
Il Mase sottolinea inoltre che le domande presentate risultano coerenti con il nuovo budget, tenendo conto della fisiologica riduzione del 10–15% tra progetti presentati e progetti effettivamente ammessi a finanziamento.
Un ulteriore elemento evidenziato dal Ministro riguarda il raggiungimento dell’obiettivo fisico della misura: al 20 novembre 2025, il target Pnrr di nuova capacità FER pari ad almeno 1.730 MW risulta superato, con oltre 1.759 MW, considerando il valore cumulato delle istanze progettuali presentate.
Nel complesso, la riduzione della dotazione viene quindi letta dal Governo come un “riallineamento responsabile” alle esigenze reali e alle stringenti scadenze del Piano, che ha consentito di riassegnare risorse in eccesso ad altri interventi più bisognosi, evitando il rischio di “reversal” nella fase conclusiva del Pnrr. La misura CER resta pienamente operativa e sarà ulteriormente rafforzata dalla costituzione di una facility dedicata presso il GSE.
Le prossime sfide
Guardando al futuro, le principali sfide per le CER non riguardano solo la crescita quantitativa. Tra i temi emergenti figurano lo sviluppo della dimensione sociale delle comunità – anche attraverso l’utilizzo della quota eccedentaria riconosciuta dal GSE e la necessità di rafforzarne la gestione, l’organizzazione e la razionalizzazione.
A questo si aggiunge l’evoluzione del perimetro degli interventi, che potrà progressivamente estendersi oltre l’ambito elettrico, includendo efficienza energetica, accumuli, mobilità sostenibile e, in prospettiva, anche applicazioni in ambito termico.
In questo quadro, le Comunità Energetiche Rinnovabili si avviano verso una fase di consolidamento strutturale. Il Pnrr ha rappresentato un potente acceleratore iniziale, consentendo di attivare migliaia di progetti sui territori, ma il meccanismo è oggi destinato a rafforzarsi ulteriormente grazie alla trasformazione della misura in Facility, che introduce nuove regole operative e strumenti dedicati a supporto dei beneficiari. Si tratta di un passaggio chiave che accompagna le CER da una fase di avvio a una dimensione più stabile e industriale, confermando il ruolo dell’autoconsumo diffuso come pilastro della transizione energetica e come leva permanente di sviluppo locale.
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