Effetti a lungo termine dell’agrivoltaico su produzione e qualità delle pere

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Un gruppo di ricerca dell’Agricture Victoria Research ha condotto uno studio quadriennale sugli effetti a lungo termine dell’agrivoltaico sulla produttività e sulla qualità dei frutti del pero Australian Blush e ha scoperto che i pannelli solari hanno ridotto i danni da sole e grandine, ma hanno anche influito sulla resa dei frutti.

“I nostri risultati sono probabilmente applicabili ad altre colture frutticole, ma servono ulteriori ricerche”, ha dichiarato a pv magazine uno degli autori dello studio, Alessio Scalisi. “Mele e ciliegie potrebbero beneficiare ancora di più dei pannelli elevati”.

I test sono stati effettuati in un frutteto nella Goulburn Valley, nello stato australiano di Victoria, dotato di strutture in acciaio a supporto di pannelli elevati. Sono stati confrontati tre trattamenti, ciascuno con tre repliche: controllo senza pannelli, 45° W con pannelli inclinati di 45° verso ovest e 5° W con pannelli inclinati di 5° verso ovest. Ogni appezzamento copriva tre file di alberi adiacenti (105,5 m²), con un’area interna di misurazione di 22,5 m²: la fila centrale è stata usata per le misurazione e le due laterali come buffer.

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I due impianti solari da 52 kW utilizzano moduli da 435 W del produttore cinese Longi e inverter Sungrow. Una parte dell’energia alimenta la pompa di irrigazione, mentre l’eccesso viene immesso in rete. I pannelli fissi, sopraelevati, coprono più filari di alberi, creando diversi livelli di ombreggiatura, e ogni trattamento è stato replicato per confrontare effetti su microclima, produzione energetica e prestazioni degli alberi.

Tra il 2021 e il 2025, i tre appezzamenti hanno mostrato chiari andamenti stagionali di radiazione solare e temperatura dell’aria, con valori massimi in estate. Precipitazioni, umidità relativa e deficit di pressione di vapore hanno invece variato più tra stagioni, con le estati 2022-23 e 2023-24 più miti e umide a causa del fenomeno metereologico La Niña, mentre le stagioni 2021-22 e 2024-25 sono risultate più secche e calde.

Le analisi effettuate hanno rilevato che l’orientamento dei pannelli ha influenzato l’intercettazione della luce: i pannelli inclinati 5° O catturavano luce più uniformemente durante il giorno, mentre quelli a 45° O intercettavano più luce nel pomeriggio. Di conseguenza, i 5° O hanno generato circa il 10 % in più di energia rispetto ai 45° O, con picco a dicembre, coerente con i modelli stagionali dell’emisfero australe.

L’ombreggiamento ha ridotto il numero di frutti e la resa per albero, con le maggiori riduzioni nel sistema 5° O. In quattro anni, gli alberi di controllo hanno raggiunto 137 t ha⁻¹, rispetto a 77–89 t ha⁻¹ per i trattamenti ombreggiati. Anche la qualità dei frutti è cambiata: diminuzione del sovraccolore rosso, aumento dello sfondo verde e riduzione dei solidi solubili, mentre la consistenza della polpa è rimasta invariata.

Tuttavia, l’ombreggiatura ha ridotto significativamente i danni da sole e grandine, proteggendo i frutti in condizioni di stress elevato. Gli alberi ombreggiati hanno mostrato maggiore crescita del tronco all’inizio della stagione, probabilmente per maggiore disponibilità idrica, e temperature fogliari più basse con efficienza del fotosistema superiore durante il giorno, mentre stato idrico, conduttanza stomatica e traspirazione sono rimaste simili tra trattamenti.

In sintesi, l’ombreggiatura agrivoltaica aumenta la produzione di energia e riduce stress e danni ai frutti, ma a costo di resa e colorazione, evidenziando i trade-off dei sistemi agrovoltaici. “Analisi economiche a lungo termine saranno essenziali per valutare la fattibilità dell’agrivoltaico per i frutticoltori a livello globale”, sottolineano gli autori.

Il lavoro di ricerca è stato illustrato in “Long-term effects of agrivoltaics on yield and fruit quality performance of bi-color (blush) pears,” pubblicato sulla rivista scientifica Scientia Horticulturae“Nella ricerca futura dovremmo concentrarci sull’agrivoltaico con tracker, oltre che sulle tecnologie semi-trasparenti”, ha concluso Scalisi.

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