Turboden S.p.A, parte del gruppo Mitsubishi Heavy Industries, ha avviato la più grande pompa di calore al mondo per la produzione di vapore, che racconta come una soluzione innovativa progettata per decarbonizzare la generazione di vapore nell’industria.
L’impianto si trova in Finlandia presso delfort, che produce carte speciali e, secondo quanto riportato, offre “prestazioni superiori al previsto, con un Coefficiente di Prestazione (COP) maggiore del 10% rispetto al valore garantito”. Le esigenze del committente erano trovare una soluzione in grado di fornire vapore completamente decarbonizzato, mantenendo la stessa qualità, affidabilità e continuità tradizionalmente garantite dalle caldaie a combustibile fossile.
A pv magazine Italia portavoce dell’azienda hanno dichiarato di aver fatto delle valutazioni preliminari per progetti simili anche in Italia, su diverse applicazioni. “Ci aspettiamo che in futuro vi siano senza dubbio progetti del tutto simili cantierabili nel nostro Paese, tuttavia al momento i costi elevati dell’elettricità e i costi bassi del gas non favoriscono queste soluzioni, soprattutto in mancanza di un quadro incentivante che possa aiutarne una rapida diffusione”, hanno affermato.

Nello specifico, il progetto prevede una pompa di calore di grandi dimensioni combinata con un sistema di ricompressione meccanica del vapore (MVR), in grado di generare 12 MWth di vapore surriscaldato a 3,4 bar(a), con temperature che raggiungono i 150-180°C. La notizia diffusa precisa che il sistema recupera calore di scarto a bassa temperatura dal processo industriale e lo potenzia utilizzando elettricità priva di CO₂. Al centro di questa soluzione c’è l’integrazione della pompa di calore con l’MVR, che consente la produzione di vapore ad alta temperatura senza emissioni di CO₂.
“Per il settore industriale ed energetico, questo progetto dimostra chiaramente che le tecnologie delle pompe di calore su larga scala sono una soluzione praticabile e già disponibile per la decarbonizzazione, offrendo prestazioni eccezionali come alternativa ai tradizionali sistemi basati su combustibili fossili”, ha dichiarato Paolo Bertuzzi, Managing Director e CEO di Turboden S.p.A.
I portavoce interpellati da pv magazine Italia hanno aggiunto: “Senza dubbio la prerogativa delle pompe di calori industriali è avere in alimento energia elettrica green, sia direttamente sia con PPA virtuali. Non abbiamo sempre visibilità su come viene generata l’energia elettrica, ma la sinergia con fotovoltaico tra le altri fonti rinnovabili è necessaria. Da un punto di vista impiantistico, l’integrazione tra i sistemi è piuttosto immediata, inoltre la pompa di calore ha tempi di reazione che sono compatibili con produzione tipica da fotovoltaico, ma anche in questo caso non abbiamo esempi concreti da portare ad esempio per nostra esperienza”.
I tecnici spiegano inoltre, che una delle principali sfide del progetto è stata l’installazione della pompa di calore in uno spazio limitato all’interno di una stanza già esistente.
I presenti contenuti sono tutelati da diritti d’autore e non possono essere riutilizzati. Se desideri collaborare con noi e riutilizzare alcuni dei nostri contenuti, contatta: editors@nullpv-magazine.com.






Inviando questo modulo consenti a pv magazine di usare i tuoi dati allo scopo di pubblicare il tuo commento.
I tuoi dati personali saranno comunicati o altrimenti trasmessi a terzi al fine di filtrare gli spam o se ciò è necessario per la manutenzione tecnica del sito. Qualsiasi altro trasferimento a terzi non avrà luogo a meno che non sia giustificato sulla base delle norme di protezione dei dati vigenti o se pv magazine ha l’obbligo legale di effettuarlo.
Hai la possibilità di revocare questo consenso in qualsiasi momento con effetto futuro, nel qual caso i tuoi dati personali saranno cancellati immediatamente. Altrimenti, i tuoi dati saranno cancellati quando pv magazine ha elaborato la tua richiesta o se lo scopo della conservazione dei dati è stato raggiunto.
Ulteriori informazioni sulla privacy dei dati personali sono disponibili nella nostra Politica di protezione dei dati personali.