Daikin ha ieri presentato la nuova piattaforma di pompe di calore industriali R‑290, pensata per applicazioni in edifici complessi e siti produttivi fino a 2000 kW di potenza termica installata. La gamma nasce per coniugare refrigerante naturale, architettura modulare e requisiti stringenti di sicurezza e continuità di servizio tipici dell’industria.
Nel comunicato l’azienda sottolinea come la nuova piattaforma offra “una soluzione tecnologica coerente e scalabile per applicazioni in edifici complessi e processi produttivi”, mettendo in evidenza il posizionamento su segmenti industriali e terziari ad alta complessità impiantistica. L’intero sviluppo è stato condotto nel centro di Ricerca e Sviluppo dedicato alle macchine HVAC per applicazioni complesse, con campagne di test su carichi dinamici e condizioni ambientali estreme.
La piattaforma è strutturata in due famiglie complementari: unità monoblocco aria‑acqua da 20–85 kW e moduli configurabili in sistemi multi‑array fino a 2000 kW, per applicazioni centralizzate su processi e grandi edifici. Le macchine sono sviluppate per coprire esigenze che vanno dai processi a media temperatura all’integrazione su impianti esistenti, con particolare attenzione ai contesti produttivi in cui il fermo impianto genera impatti economici rilevanti.
R‑290 e sicurezza
L’impiego del refrigerante naturale R‑290 in ambito industriale impone un approccio alla sicurezza di tipo sistemico, che Daikin ha formalizzato nel concetto di “Daikin Safety Shield”. Il costruttore descrive questa architettura come un insieme integrato di misure attive e passive, progettate sin dalle prime fasi di sviluppo delle unità, con il duplice obiettivo di ridurre il rischio di innesco e garantire la continuità operativa dei sistemi di sicurezza anche in condizioni di guasto.
“Le funzioni di sicurezza sono alimentate tramite linea elettrica dedicata e separata dalla linea principale di potenza, così da garantire continuità operativa dei dispositivi critici — rilevazione fughe, ventilazione e sistemi di allarme — anche in caso di interruzione dell’alimentazione generale”, ha dichiarato Daikin nella nota. Il quadro elettrico è configurato come ambiente controllato in leggera sovrapressione, monitorato da sensori per la rilevazione continua del refrigerante, con ventilazione certificata Atex ad attivazione automatica e segnalazioni visive/acustiche in presenza di concentrazioni anomale.
Unità monoblocco EWA/YK‑CZ: 20–85 kW per media potenza
Nel segmento 20–85 kW la gamma EWA/YK‑CZ propone unità aria‑acqua monoblocco disponibili sia in configurazione pompa di calore sia chiller, per servire utenze a media temperatura fino a circa 75 °C sul circuito acqua. Queste macchine sono orientate a contesti di “industriale leggero e commerciale”, oltre che ad applicazioni in cui si richieda flessibilità installativa o una parziale decentralizzazione della produzione termica.
Le unità di questa famiglia possono essere utilizzate “per processi a media temperatura per integrazioni impiantistiche o installazioni decentralizzate, garantendo continuità tecnologica con la piattaforma modulare di maggiore potenza”. In termini progettuali, questo si traduce nella possibilità di adottare un’unica piattaforma tecnologica (stesso refrigerante, stessa filosofia di controllo e sicurezza) su differenti livelli di potenza, semplificando gestione, manutenzione e scorte di parti di ricambio.
Moduli EWYK‑QZ: modularità fino a 2000 kW
Per potenze superiori e applicazioni centralizzate, i moduli EWYK‑QZ consentono configurazioni multi‑array fino a 2000 kW, con un’architettura pensata per seguire il carico reale e permettere espansioni future senza riprogettazione completa della centrale. Daikin evidenzia come “l’architettura modulare multi‑array fino a 2000 kW consente di adattare la potenza installata al carico reale e di pianificare eventuali espansioni future senza riprogettare integralmente la centrale”, con ricadute dirette sulla flessibilità per EPC contractor e progettisti.
Dal punto di vista della continuità di servizio, la modularità consente di isolare un singolo modulo per manutenzione o in caso di anomalia, mantenendo in esercizio la restante capacità installata e riducendo il rischio di fermo totale dell’impianto. Le unità sono equipaggiate con compressori scroll inverter e ventilatori EC brushless, in abbinamento a logiche di controllo avanzate: il comunicato cita la gestione tramite Multiple Unit Sequencer per il singolo array e Daikin Intelligent Chiller Manager (iCM) per configurazioni multi‑array, con l’obiettivo di ottimizzare la ripartizione del carico, l’efficienza ai carichi parziali e la stabilità dei processi caratterizzati da profili di domanda variabili.
Installazione e tracciabilità digitale
L’installazione delle pompe di calore industriali R‑290 è esplicitamente riservata a personale qualificato e autorizzato, in linea con i requisiti normativi e con le peculiarità del refrigerante. Il costruttore ha integrato nella proposta un sistema di tracciabilità digitale: “la messa in servizio viene registrata tramite l’applicazione proprietaria Daikin e‑Care, che garantisce tracciabilità delle operazioni di start‑up e coerenza rispetto al progetto originale”, supportando così procedure di qualità e sicurezza tipiche dei siti produttivi strutturati.
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