Fotovoltaico, Federcontribuenti: istituire albo nazionale per contrastare il “Far West energetico”

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Secondo Federcontribuenti, la fiducia dei consumatori nei confronti del fotovoltaico è “ai minimi termini”. L’associazione di tutela dei consumatori e delle imprese ritiene che la decrescita delle nuove installazioni nel 2025 “è la risposta diretta all’incertezza normativa e alla mancanza di tutela”.

“Chi oggi installa un impianto spesso riceve materiali scadenti o inverter non certificati che smettono di funzionare dopo pochi mesi, rendendo impossibile il rientro dall’investimento”, commenta l’associazione tramite una nota.

Per risolvere le criticità evidenziate, Federcontribuenti informa di aver chiesto al governo e all’Autorità di regolazione energia reti e ambiente (Arera):

  1. L’istituzione di un Albo Nazionale degli Installatori Certificati, con l’obbligo di fideiussione assicurativa per ogni contratto firmato fuori dai locali commerciali;
  2. Sanzioni penali immediate per il reato di “falso green”, equiparando la truffa energetica alla frode finanziaria aggravata;
  3. Uno stop ai call-center e al porta a porta selvaggio nel settore delle rinnovabili.

Tra i casi di maggiore preoccupazione, la federazione evidenzia l’Operazione Cagliostro che, a ottobre scorso, ha visto il sequestro preventivo d’urgenza del portale www.voltaiko.com e il contestuale blocco di 95 conti correnti riconducibili all’omonimo gruppo societario, per una truffa stimata in 80 milioni di euro.

“Siamo di fronte a un vero e proprio Far West energetico”, commenta l’associazione. “Le famiglie italiane, spinte dal caro bollette e dal desiderio di indipendenza, finiscono nelle fauci di società predatorie che operano in un vuoto di controlli imbarazzante.”

Oltre alle “maxi-frodi telematiche”, Federcontribuenti denuncia la persistenza di “migliaia di contratti firmati sulla soglia di casa sotto pressione”, in particolare promossi da “aziende fantasma”  di venditori che millantano “partnership inesistenti con il GSE o grandi operatori nazionali (Enel, Eni) per far sottoscrivere finanziamenti capestro”.

Altre criticità in essere sono i “prezzi fuori controllo” con impianti venduti a “25.000-30.000 euro, quando il valore reale di mercato non supera i 10.000 euro, promettendo una ‘bolletta zero’ tecnicamente impossibile da raggiungere”.

E, infine, una “vigilanza latitante”. Federcontribuenti punta il dito contro l’inefficacia delle sanzioni: “le multe dell’Antitrust arrivano spesso quando le aziende hanno già cambiato nome o svuotato i conti. La vigilanza preventiva è inesistente e il cittadino è lasciato solo a combattere contro colossi del debito o truffatori seriali.”

A settembre dell’anno scorso, l’associazione ha lanciato la campagna “Energia che dura, fiducia che protegge” dedicata al fotovoltaico “sicuro e accessibile”. In quell’occasione Marco Paccagnella, presidente di Federcontribuenti, aveva spiegato a pv magazine Italia che circa il 25% degli impianti installati tramite il Reddito energetico nazionale è soggetto a frode.

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