Il testo della legge sulle aree idonee dell’Emilia-Romagna dovrebbe approdare in giunta la prossima settimana, per poi passare in assemblea legislativa dove l’approvazione è prevista nella seduta del 28 aprile. È quanto ha dichiarato l’assessora all’Ambiente, Irene Priolo, rispondendo alle domande di pv magazine Italia e altri giornalisti a margine della conferenza inaugurale del KEY di Rimini.
Priolo ha spiegato che il provvedimento individuerà “ulteriori aree idonee, ma sono molto poche”. In questo quadro, il valore aggiunto della norma regionale sarà soprattutto nella semplificazione delle tempistiche e nella costruzione di misure per favorire l’autoconsumo del sistema produttivo nelle aree buffer già definite idonee dalla disciplina statale.
“È proprio sull’integrazione tra permitting e politica industriale che la Regione intende concentrare l’intervento che noi stiamo provando a dare a questa legge, favorendo l’autoconsumo del sistema delle imprese”, ha detto Priolo, spiegando che l’idea è accompagnare il provvedimento anche con strumenti di finanziamento. L’obiettivo è spingere l’installazione in prossimità degli stabilimenti, evitando che lo sviluppo rinnovabile si traduca solo in nuova capacità immessa sul mercato senza benefici diretti sulla competitività energetica delle imprese.
Uno dei capitoli più sensibili resta l’agrivoltaico. “Il DL 175 non fa più il distinguo tra agrivoltaico normale e avanzato”, ha osservato l’assessora. Per rispondere alle preoccupazioni da parte del mondo agricolo, la Regione prepara una seconda delibera di giunta che definirà le modalità di redazione delle perizie asseverate e istituirà una commissione di supporto ai Comuni, chiamati a verificare la perdita di produttività agricola pur non avendo competenze dirette in materia. Sullo sfondo resta anche il nodo della superficie agricola utilizzata (SAU), rispetto al quale l’Emilia-Romagna sta lavorando con le altre regioni del bacino padano per individuare un orientamento omogeneo sulla superficie minima da assumere a riferimento.
Relativamente alle zone di accelerazione, Priolo ha detto che, essendo già state individuate dal GSE, la Regione punta ora a coordinare legge aree idonee, strumenti di sostegno alle imprese e bandi coerenti con il decreto energia, così da orientare gli investimenti verso aree già antropizzate e industrializzate.
Nel recepimento regionale rientreranno anche data center e fotovoltaico flottante. Sui primi, Priolo ha chiarito che l’impostazione sarà coerente con quanto previsto dal DL Energia. Sul flottante, invece, Bologna intende confermare l’apertura già prevista, soprattutto su laghi artificiali ed ex cave, dove – ha detto l’assessora – “la percentuale di utilizzo della superficie deve essere il massimo possibile”.
Priolo ha poi specificato che il DL 175 “ha ridotto moltissimo la possibilità nostra di pianificare”, perché impone una valutazione caso per caso della compatibilità ambientale e paesaggistica, riducendo gli spazi di programmazione regionale e comunale. Le criticità più rilevanti, per la Regione, riguardano gli impatti sulle aree residenziali comprese nelle buffer zone, il rischio di compressione dei poteri comunali e la fragilità dei crinali appenninici, aggravata dopo le alluvioni del 2023.
In questo senso, la legge emiliano-romagnola proverà a giocare la propria partita non tanto sulla definizione formale delle aree idonee, quanto sulla costruzione di criteri specifici per le esigenze del territorio. Per farlo, la Regione intende confrontarsi innanzitutto con le realtà locali.
Dopo un primo incontro in cui ha partecipato “circa il 50% dei Comuni”, la Giunta ha già previsto un ulteriore tavolo di approfondimento il prossimo 10 marzo, rivolto a tutti i Comuni dell’Emilia-Romagna. Inoltre, ha specificato l’assessora, il confronto è stato avviato anche con le associazioni di categoria e il tavolo dell’imprenditoria.
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