Aree idonee Emilia-Romagna, nuove modifiche all’orizzonte

Share

Il progetto di legge sulle aree idonee dell’Emilia-Romagna è destinato a essere ulteriormente rivisto. Una necessità evidenziata in Commissione Territorio e Ambiente sia dal relatore di maggioranza Luca Sabattini (Pd), per il quale è necessario trovare un equilibrio tra attività agricola e sviluppo energetico, sia dal relatore di minoranza Alessandro Aragona (FdI), secondo il quale occorre evitare di creare situazioni distorsive tra province.

Il testo, dopo il via libera in giunta arrivato a metà marzo, è passato all’esame dell’assemblea legislativa dove l’approvazione è prevista nella seduta del 28 aprile, come dichiarato dall’assessora all’Ambiente, Irene Priolo, a KEY Energy. In merito, nelle scorse settimane, Italia Solare ha segnalato alcune criticità tra cui la “mancata valorizzazione delle aree industriali e delle zone limitrofe, che la normativa nazionale indica invece come prioritarie” per lo sviluppo degli impianti a fonti rinnovabili.

Tornando alla discussione del progetto di legge in Consiglio regionale, dal resoconto della seduta si apprende che Sabattini ha evidenziato come “uno degli elementi chiave del provvedimento riguardi l’equilibrio tra attività agricola e sviluppo energetico”.

Secondo il consigliere del Pd, “serve chiarezza a beneficio dei soggetti interessati, sul conteggio delle superfici utili nelle quali collocare gli impianti, rimanendo nell’alveo del dettato normativo nazionale. C’è bisogno di un mix energetico derivante da tutte le fonti rinnovabili perché funzionano in modo diverso l’una dall’altra. Elemento rilevante, per raggiungere obiettivi di tutela del territorio da una parte e sviluppo dell’autonomia energetica dall’altra, riguarda gli stabilimenti produttivi. La prelazione dell’autoconsumo delle aziende sul territorio qualifica il nostro progetto di legge. Altro aspetto importante è il monitoraggio perché i nostri enti locali non hanno competenze per esigere le prescrizioni”.

Aragona (FdI) ha invece rimarcato la necessità di una profonda revisione del testo. “Le osservazioni continuano ad arrivare, segno che questa legge è molto sentita – afferma -. C’è la sensazione, e forse la paura, che questa norma possa prendere una direzione sbagliata, situazione che potrebbe alimentare problematiche in fase di attuazione”.

Nel merito del testo, l’esponente di FdI ha segnalato il rischio di creare, nel tentativo di mettere tutti d’accordo, una “tempesta perfetta” che apra la strada ai contenziosi e scoraggi gli investimenti. Per questo, ha aggiunto “faremo un lavoro volto a migliorare il più possibile questo testo. Sul tema della superficie agricola utilizzata, crediamo che l’articolo vada completamente riscritto. C’è il tema della definizione di ‘impianti industriali e stabilimenti’. Occorre scongiurare situazioni distorsive tra province, evitando che alcuni territori restino fuori dall’applicazione della norma e altri, già invasi dalle richieste, subiscano concentrazioni ancora maggiori. Dobbiamo essere consapevoli del fatto che tutto ciò che può essere interpretato come restrittivo, rispetto alla norma primaria, può essere impugnabile”.

Nel corso della discussione Priolo ha ribadito l’apertura a un tavolo di confronto per adeguare il provvedimento, evidenziando anche il dialogo in atto con il ministero dell’Ambiente per evitare un’eventuale impugnativa.

I presenti contenuti sono tutelati da diritti d’autore e non possono essere riutilizzati. Se desideri collaborare con noi e riutilizzare alcuni dei nostri contenuti, contatta: editors@nullpv-magazine.com.

Popular content

Nasce in Abruzzo la CER guidata da operatori turistici
07 Aprile 2026 Sulla costa teramana è stata costituita la Comunità energetica rinnovabile (CER) “Riviera del Gigante”, un’iniziativa promossa direttamente dagli oper...