In settimana il Gestore dei servizi energetici (GSE) ha dato comunicazioni relative a tre meccanismi che interessano il solare. Si tratta del Reddito energetico nazionale, del Conto termico 3.0 e del bando per fotovoltaico nel Mezzogiorno.
Relativamente al Reddito energetico nazionale, il Gestore ha preciso che non ci saranno proroghe ulteriori dopo quella di sei mesi emanata a dicembre scorso. Confermato, quindi, a 18 mesi dalla prima data di accoglimento della richiesta di accesso al contributo, anche in caso di variazione del soggetto realizzatore, il tempo entro cui gli impianti finanziati dal fondo possono essere connessi alla rete e messi in esercizio.
Gli inadempienti riceveranno apposita comunicazione di decadenza dal beneficio da parte del GSE. Gli esclusi a seguito di violazione delle tempistiche, potranno presentare nuovamente richiesta di agevolazione in caso di riapertura del portale.
Per quanto riguarda il Conto termico 3.0, il Gestore evidenzia che, a seguito del decreto Mase n. 72/2026, il limite complessivo di spesa annua cumulata è incrementato di 50 milioni di euro per le pubbliche amministrazioni nel 2026.
Pertanto, a fronte di una dotazione di 900 milioni di euro, il limite è suddiviso in 450 milioni di euro destinati agli interventi realizzati dalle amministrazioni pubbliche e 450 milioni di euro per i privati.
Lunedì 13 marzo, il GSE ha riaperto il portale per la presentazione delle richieste relative al Conto Termico 3.0, dopo la temporanea sospensione decretata a inizio marzo per l’elevato numero di richieste.
Infine, per quanto riguarda la misura PN RIC 2021-2027, ovvero il bando per l’installazione di fotovoltaico e accumuli nel Mezzogiorno, il Gestore ha pubblicato un documento contenente nuove FAQ rivolte ai soggetti interessati al meccanismo. Il file aggiornato contiene 39 domande e relative risposte.
Per l’avviso, lo ricordiamo, a febbraio è stato prorogato di quattro mesi il termine per la presentazione delle domande di agevolazione. La modifica ha spostato la deadline dal 3 marzo al 3 luglio 2026. La proroga ha il fine di “consentire una più ampia partecipazione delle imprese interessate all’agevolazione e di favorire la completa allocazione delle risorse programmate”.
La misura sostiene la realizzazione di impianti in autoconsumo nelle imprese situate in Comuni con più di 5.000 abitanti del Sud Italia.
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