Nell’ambito dell’Operazione Cagliostro, la Guardia di finanza (Gdf) e la Polizia di Stato hanno eseguito quello che definiscono uno dei più rilevanti sequestri di criptovalute mai effettuati in Italia. In particolare, le forze dell’ordine hanno individuato e congelato oltre 7,5 milioni di dollari (circa 6,4 milioni di euro) in valuta virtuale. Si tratta di proventi derivanti dalla maxi truffa del fotovoltaico portata a galla a ottobre scorso.
Stefano Alfieri, maggiore del Comando provinciale di Bologna, ha spiegato a pv magazine Italia che parte dei proventi della frode erano stati convertiti in stablecoin, una moneta virtuale emessa da Circle, società statunitense che ha sede anche in Francia. L’esistenza di un ufficio operativo di Circle in Europa ha reso possibile, anche grazie alla collaborazione con Eurojust (l’agenzia UE per la cooperazione giudiziaria penale), di rintracciare i proventi nonostante fossero stati tramutati in valute virtuali.
In particolare, la scelta di stablecoin, ha detto Alfieri, tornava utile ai truffatori per essere meno esposti alla volatilità delle criptovalute più comuni.
La cifra rintracciata rientra negli 80 milioni euro stimati dalle forze dell’ordine come valore complessivo della truffa. “Quello che ci auguriamo è di restituire il denaro alle vittime che hanno elevato querela nei confronti dei truffatori”, ha aggiunto Alfieri.
Relativamente al sistema messo a punto dai criminali, il maggiore della Gdf ha detto che è risultato particolarmente efficace poiché “la narrativa green è stata un’esca fantastica, ha consentito di coniugare la sensibilità verso al sostenibilità con l’auspicio di incamerare guadagni notevoli”.
Come comando provinciale di Bologna, Alfieri ha detto a pv magazine Italia di non aver rilevato un particolare numero di denunce per truffe nel settore green negli ultimi anni, “se non quelle dei consumatori che hanno appreso la notizia dell’operazione Cagliostro e ci hanno contattati”.
Le somme sequestrate rappresentano parte dei proventi illeciti riconducibili al caso “Voltaiko”, un articolato schema Ponzi internazionale che avrebbe coinvolto circa 6.000 vittime italiane.
Secondo quanto emerso dalle indagini, gli investitori venivano indotti a versare denaro con la promessa di rendimenti derivanti da presunti investimenti in impianti fotovoltaici all’estero, risultati in realtà inesistenti. Per ostacolare la tracciabilità delle somme sottratte e favorirne il successivo riciclaggio, i fondi sarebbero stati trasferiti su piattaforme di scambio e convertiti in criptovalute.
Nelle fasi precedenti dell’attività investigativa, l’operazione aveva già consentito di oscurare il sito internet www.voltaiko.com, congelare 95 conti correnti e sequestrare dispositivi elettronici, beni di lusso, lingotti d’oro e due ville in provincia di Rimini, per un valore complessivo di quasi 2 milioni di euro.

Immagine: screenshot dal sito voltaiko.com
I presenti contenuti sono tutelati da diritti d’autore e non possono essere riutilizzati. Se desideri collaborare con noi e riutilizzare alcuni dei nostri contenuti, contatta: editors@nullpv-magazine.com.






Inviando questo modulo consenti a pv magazine di usare i tuoi dati allo scopo di pubblicare il tuo commento.
I tuoi dati personali saranno comunicati o altrimenti trasmessi a terzi al fine di filtrare gli spam o se ciò è necessario per la manutenzione tecnica del sito. Qualsiasi altro trasferimento a terzi non avrà luogo a meno che non sia giustificato sulla base delle norme di protezione dei dati vigenti o se pv magazine ha l’obbligo legale di effettuarlo.
Hai la possibilità di revocare questo consenso in qualsiasi momento con effetto futuro, nel qual caso i tuoi dati personali saranno cancellati immediatamente. Altrimenti, i tuoi dati saranno cancellati quando pv magazine ha elaborato la tua richiesta o se lo scopo della conservazione dei dati è stato raggiunto.
Ulteriori informazioni sulla privacy dei dati personali sono disponibili nella nostra Politica di protezione dei dati personali.