I ricercatori dell’istituto tedesco Fraunhofer FKIE hanno sviluppato PowerRange, una piattaforma di simulazione virtuale che aiuta gli operatori delle reti elettriche a testare in sicurezza le misure di cybersecurity e a rispondere a cyberattacchi realistici. La piattaforma supporta sia le reti tradizionali sia quelle basate su fonti rinnovabili, offrendo un addestramento immersivo dedicato a sistemi IT, OT e di controllo, evidenziando al contempo l’importanza del coordinamento, della comunicazione e delle strategie di difesa pratiche.
I ricercatori dell’Università di Nanchang e di Trina Solar hanno scoperto che i moduli solari TOPCon mostrano un comportamento metastabile di “degradazione–recupero” quando esposti alla radiazione ultravioletta (UV). L’irraggiamento luminoso prolungato consente un recupero completo delle prestazioni, senza impatti significativi sulla resa energetica in condizioni reali. I risultati evidenziano la necessità di aggiornare gli standard di test UV per riflettere meglio le prestazioni sul campo e migliorare le valutazioni di affidabilità dei moduli fotovoltaici.
Al KEY 2026 di Rimini pv magazine Italia ha parlato con Francesco Lioniello, vicepresidente di Seapower, che sottolinea come l’intesa con il gruppo cinese Jolywood Solar valorizzi le competenze maturate a Napoli e nel Mezzogiorno, rafforzando il ruolo italiano nella filiera solare europea.
I ricercatori dell’Università della Corea hanno sviluppato un framework di apprendimento automatico che prevede l’efficienza delle celle solari in base alla qualità dei wafer, consentendo uno screening precoce dei wafer e percorsi di produzione ottimizzati. Utilizzando oltre 100.000 punti dati industriali, l’approccio combina modellazione predittiva, ottimizzazione dei processi e intelligenza artificiale spiegabile per supportare la produzione fotovoltaica.
Gli scienziati del Centro Comune di Ricerca della Commissione Europea hanno testato due moduli di perovskite a giunzione singola all’aperto per un anno e hanno riportato prestazioni complessivamente stabili, supportate da un nuovo metodo di precondizionamento basato sulla luce per migliorare l’affidabilità delle misurazioni. Mentre un modulo si è degradato in modo significativo, l’altro ha mantenuto un’efficienza relativamente stabile con variazioni stagionali, evidenziando la necessità di studi all’aperto a più lungo termine.
Il diamante diventa un elemento chiave per la realizzazione di convertitori solari in grado di operare in ambienti ad alta temperatura. Stiamo parlando della tecnologia Black Diamond, le cui prime celle solari sono state testate dal Cnr-Ism, in collaborazione con l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. Grazie al meccanismo Pete, i dispositivi mantengono elevata efficienza anche in condizioni termiche estreme, aprendo nuove prospettive per l’integrazione tra fotovoltaico e solare termodinamico.
Ricercatori dell’Università del Nuovo Galles del Sud (UNSW) hanno sviluppato un algoritmo di inseguimento “termicamente consapevole” che riduce la temperatura dei moduli solari e l’esposizione ai raggi UV durante le fasi di clipping dell’inverter e di curtailment, rallentando il degrado senza diminuire la potenza in uscita in corrente alternata (AC). Testata nel deserto di Atacama, in Cile, la strategia ha dimostrato di ridurre la temperatura dei moduli fino a 7,7 °C.
Gli scienziati hanno coltivato lattuga romana biologica sotto 13 diversi tipi di moduli fotovoltaici, durante un’estate canadese insolitamente calda. La loro analisi ha mostrato che le rese di lattuga sono aumentate di oltre il 400% rispetto alle piante di controllo non ombreggiate.
Scienziati statunitensi hanno utilizzato la teoria del funzionale della densità (DFT) per rivelare come gli ioni di sodio vengono immagazzinati negli anodi in carbonio nanoporoso delle batterie agli ioni di sodio, identificando due meccanismi di accumulo — ionico e metallico — all’interno dei pori. I risultati offrono linee guida pratiche di progettazione per migliorare la tensione, la sicurezza e la fattibilità commerciale di queste batterie destinate all’accumulo stazionario di energia.
Un team di ricerca internazionale ha sviluppato un nuovo strato intermedio (interlayer) di perovskite bidimensionale basato su una strategia di co-cristallizzazione per ottenere film di perovskite più robusti. La nuova soluzione ha dimostrato migliori prestazioni in celle solari a perovskite di piccola area e, in un modulo da 48 cm², ha mantenuto il 95% dell’efficienza iniziale dopo 5.000 ore.
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