Impianto fotovoltaico industriale, Esco spiega i vantaggi economici

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Uno dei più importanti distretti biomedicali al mondo sorge a Mirandola, in provincia di Modena. Specializzato principalmente nell’ambito cardiopolmonare e di dialisi, è il primo in Europa per dimensione. Qui ha sede Fresenius HemoCare Italia, specializzata nella produzione di dispositivi medici quali filtri per il trattamento del sangue e sistemi per la trasfusione convenzionale per la divisione Transfusion Technology.

GESCO S.p.A ha spiegato a pv magazine Italia di aver sviluppato e installato un impianto fotovoltaico dalla potenza di 635 kW sul tetto dello stabilimento di Fresenius HemoCare Italia, che fa parte della multinazionale Fresenius Kabi.

“L’impianto permette di soddisfare il 7% del fabbisogno di energia elettrica dell’azienda e di ridurre dell’8% il costo unitario dell’energia elettrica”, ha dichiarato GESCO.

“L’impianto è stato progettato per essere in grado di massimizzare lo spazio disponibile sulla copertura dello stabilimento. Grazie alla formula Share to Save, che prevede investimento, realizzazione e gestione a carico di GESCO, Fresenius potrà dedicarsi ad altre attività che, in sinergia con l’impianto fotovoltaico, contribuiranno all’obiettivo di raggiungere un aumento sostenibile del valore aziendale”.

In pratica, la Esco si assume la responsabilità di realizzare a 360 gradi l’impianto, dalla progettazione alla connessione in rete, gestendolo per tutta la durata contrattuale, provvedendo anche a finanziare interamente l’iniziativa, recuperando nel tempo i costi dell’intervento e dell’investimento, utilizzando i proventi dell’operazione.

Ciò che differenzia la Esco intervistata è infatti una speciale formula di collaborazione. “Sono numerose le aziende che rinunciano ad approfondire potenziali interventi di efficienza energetica a causa dell’avversione al rischio connesso al relativo investimento economico. Di queste aziende, non tutte sanno che esiste la “formula ESCo”, un contratto denominata Energy Performance Contract (EPC), in grado di sollevare da questo rischio e garantire al contempo il risultato dell’operazione in termini di risparmio energetico ed economico. La formula prende il nome dal soggetto fornitore, tipicamente una ESCo, proprio come noi”.

GESCO ha però spiegato di aver messo a punto un suo modello EPC che si chiama Share to Save, “che aggiunge ulteriori garanzie e pone le aziende nelle condizioni ottimali per intraprendere un percorso di crescita sostenibile improntato anche alla massimizzazione dei benefici economici correlati all’intervento di efficienza energetica implementato”.

In pratica, la Esco si assume la responsabilità di realizzare a 360 gradi l’impianto, dalla progettazione alla connessione in rete, gestendolo per tutta la durata contrattuale, provvedendo anche a finanziare interamente l’iniziativa, recuperando nel tempo i costi dell’intervento e dell’investimento, utilizzando i proventi dell’operazione.

“Il nostro contratto Share to Save permette un risparmio energetico ed economico garantiti durante l’intera durata contrattuale. Ciò significa che, se l’intervento realizzato non dovesse conseguire il target di efficienza valutato inizialmente, ci impegniamo comunque per tutta la durata contrattuale a corrispondere la differenza al cliente attraverso conguagli, calcolati generalmente su base annuale. A fronte del risparmio viene definito un canone da corrispondere per la copertura dei costi da noi sostenuti per l’implementazione della nuova tecnologia, per la relativa gestione, la manutenzione periodica e per il giusto margine aziendale”.

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