L’Europa avrà bisogno di circa 1,5 trilioni di euro di investimenti cumulativi per sostenere l’espansione delle energie rinnovabili al 2050, in previsione di un aumento significativo della capacità rinnovabile, che dovrebbe triplicare tra il 2026 e il 2050. Lo si legge nel rapporto ResMOR (European Renewables Market Overview Report) 2026 pubblicato oggi da Aurora Energy Research, in cui si evince che saranno necessari quasi 600 miliardi di euro di investimento entro il 2030.
“Questa crescita pone le basi per uno dei più grandi cicli di investimenti infrastrutturali a lungo termine in Europa, anche se permangono rischi quali prezzi negativi dell’energia elettrica, congestione della rete e ritardi nelle autorizzazioni”, dice Aurora.
Secondo Aurora, all’aumentare della capacità, aumenteranno infatti anche i casi di curtailment. “I casi di curtailment tecnici hanno superato i 10 TWh in tutta Europa nel 2024 e si prevede che saliranno a quasi 22 TWh solo in Gran Bretagna, Spagna e Italia entro il 2030”.
I rischi legati allo sviluppo rimangono un ostacolo fondamentale, si legge nel rapporto, con tempi di autorizzazione che in alcuni mercati possono arrivare fino a un decennio, nonostante le norme UE richiedano decisioni entro due anni.
“Attualmente in Europa oltre 1.000 GW di capacità rinnovabile sono in attesa di approvazione per la connessione alla rete, di cui circa 370 GW in Italia”, si legge nel rapporto.
Nel breve termine, Aurora prevede che i sussidi e gli accordi di acquisto di energia (PPA) rimarranno le vie dominanti per accedere al mercato.
“I PPA offrono un percorso alternativo al mercato, con Spagna, Gran Bretagna e Germania che rappresentano la maggior parte della capacità europea annunciata finora sostenuta dai PPA. Tuttavia, i prezzi dei PPA solari sono scesi a livelli record, inferiori a 40 euro per megawattora in Germania e Spagna, riflettendo gli effetti di cannibalizzazione”.
I contratti per differenza (CfD) bilaterali rimarranno il principale meccanismo di sostegno nella maggior parte dei mercati europei, con 162 gigawatt di capacità rinnovabile già annunciati per l’aggiudicazione tramite asta entro il 2030.
“Questa ondata di investimenti manterrà le sue promesse solo se i responsabili politici e i leader del settore affronteranno le strozzature della rete e dello sviluppo. Il pacchetto europeo sulle reti è un passo positivo, che mira ad accelerare il rilascio delle autorizzazioni e a sbloccare i progetti in fase di stallo”, ha detto Rebecca McManus, Lead Expert, European Renewables, presso Aurora Energy Research.
Aurora prevede che le pressioni derivanti dai prezzi negativi si attenueranno dopo il 2035 con l’aumento della domanda di elettricità, il miglioramento della flessibilità del sistema e la graduale eliminazione dei sussidi insensibili ai prezzi. Nel breve periodo, però, i problemi saranno significativi, con effetti diretti per i developer.
“I livelli record di prezzi negativi e il crescente numero di episodi di curtailment stanno esercitando una pressione significativa sulla redditività dei progetti rinnovabili in tutta Europa. Per proteggere i rendimenti in questo panorama più imprevedibile, gli sviluppatori devono adattarsi, investendo nell’innovazione tecnologica, diversificando i loro portafogli e integrando soluzioni di accumulo di energia in batterie”, ha commentato Sameer Hussain, analista senior di ricerca presso Aurora Energy Research.
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