Nel varesotto è nata una CER Solidale costruita dal basso
A Castello Cabiaglio, 23 cittadini hanno dato vita alla Comunità energetica rinnovabile solidale (Cers) “Energia Solidale ETS”. A pv magazine Italia il vicepresidente Luca Giacobazzi racconta il percorso condiviso e la presenza di due impianti fotovoltaici da 20 kW su tetti in comodato dall’ente pubblico e un impianto da 6 kW sul tetto di un privato.
A Castello Cabiaglio, piccolo comune del varesotto, è nata una nuova Comunità energetica rinnovabile e solidale (Cers).
“La Cers di Castello Cabiaglio ha visto la luce lo scorso gennaio 2024, quando 23 cittadini di Castello Cabiaglio si sono costituiti come Ente del Terzo Settore in forma di associazione, dopo un percorso di preparazione iniziato nel 2022”, racconta a pv magazine Italia Luca Giacobazzi, vicepresidente del Consiglio Direttivo di Energia Solidale ETS.
Il progetto ha preso vita grazie al lavoro delle reti dell’economia solidale DES Varese e L’isola che c’è di Como, con il sostegno dell’associazione Co-Energia, all’interno di un programma di formazione per animatori di comunità energetiche, che ha visto Castello Cabiaglio come caso di studio di comunità energetica costruita “dal basso” grazie al coinvolgimento dei suoi cittadini, enti ed associazioni.
“Sono i membri stessi dell’associazione che ne definiscono le caratteristiche e che individueranno i criteri con cui investire i benefici generati in iniziative rivolte al territorio, beneficiando a loro volta non tanto di un contributo economico – che sarebbe preso singolarmente assai modesto – bensì delle iniziative formative ed aggregative promosse dalla Cers”, precisa Giacobazzi.
Il vicepresidente spiega che ad oggi i soci sono circa 35, includendo oltre a privati un’azienda agricola e due associazioni.
“Energia Solidale ETS ha quindi partecipato, in partnership con Co-Energia, Forum Cooperazione e Tecnologia, Cooperativa MAG2 Finance e le associazioni del paese, al bando Alternative ’24 di Fondazione Cariplo, con l’intento di proporre un modello replicabile di costruzione dal basso di una CER ad impatto sociale, finanziando iniziative e laboratori formativi per sviluppare consapevolezza sui consumi elettrici e la bolletta, sull’uso del denaro per finalità collettive, sulla promozione della socialità e sul coinvolgimento dei soggetti fragili”.
Grazie all’ammissione al finanziamento, è stata eseguita la progettazione esecutiva e successivamente presentato iter autorizzativo per la realizzazione diretta da parte della Cers di due impianti fotovoltaici da 20 kW ciascuno su tetti ricevuti in comodato dall’ente pubblico.
Giacobazzi racconta che tali impianti saranno finanziati da bandi, prestiti infruttiferi di soci e finanziamento agevolato da parte della Cooperativa Finanziaria Solidale MAG2. “Oltre a questi, potranno entrare a fare parte della Cers impianti di privati. Al momento ne abbiamo uno da 6 kW. Il piano prevede la realizzazione degli impianti entro giugno per poterli attivare nella seconda metà dell’anno, in parallelo alla definizione dei criteri di gestione dei benefici e della strategia di coinvolgimento dei soggetti fragili”, specifica il vicepresidente.
Giacobazzi è fiero di spigare che per quanto il progetto di Castello Cabiaglio sia di piccole dimensioni, “risulta commisurato alla dimensione della realtà in cui si è sviluppato. Riteniamo rispetti più di altri il ruolo pensato dal legislatore europeo nel definire le forme di autoconsumo collettivo delle CER come strumenti di partecipazione e di coesione sociale, prima ancora che di risparmio economico”.
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Lara Morandotti, giornalista e speaker, dal 2008 scrive di sostenibilità, tecnologia e innovazione, collaborando per diverse testate nazionali ed internazionali. Costantemente in viaggio, è in prima linea per raccontare l'attualità attraverso articoli, reportage, white paper, video e podcast. Altri articoli di Lara Morandotti
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