PPA corporate: l’Italia accelera, l’Europa rallenta

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Nel nuovo report “Auctions and Corporate PPAs: European Market Review 2025”, pubblicato ieri da SolarPower Europe, l’Italia entra nel gruppo di testa europeo per lo sviluppo del fotovoltaico su larga scala grazie alle aste e ai contratti di lungo termine con le imprese (PPA). Il documento mette in luce che il nostro Paese è il secondo mercato d’asta per il solare in Europa e uno dei più dinamici per i PPA, insieme a Paesi come Spagna e Polonia.

Numeri UE: 85 GW in quattro anni

Secondo il rapporto, tra il 2021 e il 2025 l’Unione europea ha assegnato oltre 85 GW di nuova capacità fotovoltaica tramite aste e bandi pubblici, arrivando al record di 25,2 GW aggiudicati nel solo 2025. A questi si affiancano più di 25 GW di capacità legata a corporate PPA annunciati nel periodo 2019-2025, con un picco di circa 7 GW nel 2024, prima di un rallentamento nel 2025.

Le aste sono ormai un pilastro del modello europeo per il solare utility-scale, ma la loro efficacia non è stata lineare: quasi metà dei round tra 2021 e 2025 è risultata sottoscritta al di sotto della capacità offerta, soprattutto durante la crisi energetica del 2022. Solo nel 2025, dopo una stagione di riforme del design delle aste e l’aumento dei price cap, l’UE ha raggiunto un tasso di oversubscription del 70%, segno di un maggiore allineamento tra condizioni di mercato e regole dei bandi.

Italia: da fanalino di coda a leader delle aste

Il documento spiega che “le aste solari italiane hanno affrontato difficoltà di lunga data, ostacolate da quadri normativi complessi in materia di autorizzazioni, livelli di remunerazione inadeguati, volumi d’asta limitati e ripetute sottoscrizioni insufficienti” e che “solo nel 2024-2025 l’Italia ha iniziato a sfruttare efficacemente le aste come strumento significativo di diffusione”.

Il quadro è cambiato con il nuovo schema FER-X, che nel 2024-2025 ribalta l’immagine del Paese: dopo 2,3 GW assegnati nel 2024, l’asta FER-X del 2025 assegna 10,8 GW di sola capacità fotovoltaica, distribuiti tra grandi impianti a terra, rooftop e agrivoltaico.

Il report evidenzia che nessun altro Stato membro ha mai allocato in un solo anno una quantità di capacità fotovoltaica così elevata tramite aste. Questo balzo fa diventare l’Italia il secondo mercato d’asta europeo per il solare, con circa 15 GW di capacità complessiva assegnata nel periodo 2021-2025, dietro solo alla Germania (circa 25 GW) e davanti a Francia e Paesi Bassi.

Uno dei passaggi più significativi del rapporto riguarda proprio il “caso Italia” e l’applicazione anticipata dei criteri di resilienza previsti dal Net-Zero Industry Act. La FER-X ha infatti previsto un “basket” dedicato alla diversificazione delle catene di fornitura, accanto a un’asta ordinaria. Il risultato è un differenziale medio di circa 10 €/MWh tra il paniere standard (56,8 €/MWh) e quello “resiliente” (66,4 €/MWh), pari a un premio di circa il 17%.

PPA corporate

Sul fronte dei PPA corporate, l’Europa si muove a velocità diverse. In alcuni mercati più maturi e già ampiamente decarbonizzati, come Germania, Svezia e Danimarca, l’effetto combinato di price cannibalisation, congestioni di rete e ore a prezzo negativo ha iniziato a comprimere la bankability dei progetti e a raffreddare gli accordi di lungo termine con le imprese. In Germania, per esempio, i volumi di PPA solari annunciati sono calati del 56%.

All’estremo opposto c’è la Spagna, che resta il primo mercato europeo per i PPA fotovoltaici, con oltre 2 GW l’anno di capacità associata a contratti corporate tra 2023 e 2025, grazie a un mix di ottime condizioni di irraggiamento e profili produttivi stagionali favorevoli.

In mezzo, e in crescita, si collocano i Paesi ancora fortemente dipendenti dal gas – tra cui Italia, Polonia e Bulgaria – dove i prezzi all’ingrosso restano relativamente elevati e il PPA rappresenta una copertura efficace contro la volatilità dei mercati energetici, oltre che uno strumento di decarbonizzazione.

Per l’Italia il rapporto segnala una dinamica particolarmente robusta: i volumi annunciati di PPA solari risultano triplicati tra 2023 e 2024 e nuovamente raddoppiati nel 2025, sostenuti anche dal lancio dello schema Energy Release. Questo meccanismo, ancora agli inizi ma già molto richiesto, punta a mettere a disposizione delle imprese energivore elettricità rinnovabile a prezzo predeterminato e stabile, in cambio dell’impegno a sostenere nuova capacità, tipicamente attraverso PPA di lungo termine.

L’Italia interessa agli investitori

Il quadro che emerge dal rapporto è ambivalente ma, per l’Italia, favorevole. Da un lato, a livello europeo la crescita del solare entra in una fase più complessa, con fenomeni sempre più diffusi di curtailment, congestione di rete e prezzi negativi nelle ore di maggiore produzione rinnovabile. Dall’altro lato, proprio i sistemi ancora molto esposti al gas – come quello italiano – offrono spazio al solare come strumento di riduzione strutturale dei costi energetici e di copertura di lungo termine dei consumi industriali.

In questo contesto l’Italia presenta tre elementi chiave che attirano l’interesse degli investitori internazionali: il rilancio degli strumenti di supporto pubblico attraverso le aste FER-X, con volumi record e segnali di prezzo competitivi; una crescente domanda di PPA da parte di grandi consumatori industriali e della logistica, spinti dall’esigenza di stabilizzare i costi e raggiungere obiettivi ESG; e l’avvio di schemi come Macse per i sistemi di accumulo utility-scale, che potrebbero favorire in futuro lo sviluppo di soluzioni ibride solare-storage.

SolarPower Europe sottolinea che aste e PPA sono strumenti complementari, non alternativi, per raggiungere i target di capacità rinnovabile e sostenere la competitività industriale. Tuttavia, senza un’accelerazione dell’elettrificazione dei consumi e un rafforzamento della flessibilità del sistema – reti, accumuli e gestione della domanda – la stessa crescita del fotovoltaico rischia di scontrarsi con limiti strutturali.

Per l’Italia la sfida è duplice: consolidare il ruolo conquistato con le aste FER-X e con la nuova stagione dei PPA, e allo stesso tempo intervenire su connessioni, accumuli e tempi autorizzativi per evitare che i nuovi progetti restino bloccati lungo la filiera. Se saprà sciogliere questi nodi, il Paese potrà passare, anche agli occhi degli investitori europei, da mercato complesso a mercato di riferimento per il solare su larga scala.

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