FerZ, gli esiti della consultazione: il 59% degli operatori intende partecipare all’asta

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Il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase) ha pubblicato gli esiti della consultazione sul FerZ, svoltasi negli ultimi due mesi del 2025. Dei 32 soggetti che hanno partecipato alla consultazione, il 59% ritiene di partecipare direttamente ai bandi che saranno pubblicati, la percentuale sale al 78% se si includono le associazioni che parteciperanno indirettamente tramite gli iscritti.

Nel documento di sintesi delle risposte, il ministero riporta che hanno partecipato 32 soggetti, riconducibili per la maggior parte a grandi imprese operanti nel settore energetico e associazioni di categoria. I rispondenti, in particolare, hanno sottolineato la necessità di porre in consultazione tutti i successivi atti attuativi della misura.

La percentuale media di risposta a tutti i quesiti è stata del 68%. Gli argomenti che hanno suscitato il maggiore interesse sono:  le modalità e i criteri previsti per l’iscrizione all’albo e il relativo calcolo dei certificati; la determinazione dei coefficienti locazioni e dei contingenti; l’obiettivo di capacità rinnovabile da assegnare tramite procedure competitiva; i parametri caratteristici del contratto standard per la decarbonizzazione.

Stando a quanto emerge dagli esiti riportati dal Mase, in linea generale, gli operatori hanno apprezzato l’avvio di una consultazione pubblica dedicata al meccanismo di supporto FerZ e hanno fornito diversi spunti di riflessione su tutti i quesiti posti alla loro attenzione. Molti soggetti chiedono, in relazione alle future modalità e caratteristiche di funzionamento del disegno e dei modelli, chiarimenti e trasparenza, sottolineando la necessità di conoscere con tempistiche adeguate tutte le informazioni utili alla programmazione degli investimenti.

Relativamente alle modalità e ai criteri previsti per l’iscrizione all’albo e al relativo calcolo dei certificati, la maggior parte dei partecipanti è d’accordo, rispettivamente l’88% e il 78%, pur evidenziando la necessità di maggiore chiarezza su alcuni aspetti. In particolare, chiedono di definire meglio cosa si intenda per “fase di progetto”, se esistano limiti alla potenza iscrivibile e come gestire casi complessi come impianti ibridi, iscrizioni parziali o l’intervento di soggetti terzi.

Con riferimento alla capacità rinnovabile da assegnare tramite procedure competitive, il 66% dei partecipanti è d’accordo con l’obiettivo di 5 GW. Alcuni soggetti, tuttavia, chiedono un aumento del contingente per meglio allinearlo alle ambizioni di decarbonizzazione al 2030 e per tener conto dell’eventuale ampliamento dei profili messi all’asta.

In merito ai principali parametri del processo di assegnazione degli aiuti, la grande maggioranza degli operatori valuta positivamente le caratteristiche del contratto standard per la decarbonizzazione, con alcune criticità. La principale riguarda il disallineamento tra la durata del periodo di consegna dei contratti FerZ, fissata a 15 anni, e la durata dei prodotti di time-shifting attualmente disponibili, pari a 10 anni.

Un altro tema ampiamente condiviso è la necessità di estendere la tipologia di profili standard disponibili, in considerazione del fatto che gli accumuli elettrochimici (BESS) operano su base giornaliera e non su scale stagionali, e che un profilo puramente baseload esporrebbe a rischi difficili da coprire.

Tabella riassuntiva dei riscontri

Immagine: Mase

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