Secondo i dati dell’Associazione Romena dell’Industria Fotovoltaica (Rpia), la Romania ha aggiunto 2,2 GW di nuova capacità solare nel 2025. Si tratta del terzo anno consecutivo di crescita per il settore fotovoltaico del Paese, in miglioramento rispetto ai 1,7 GW aggiunti nel 2024, e che porta la capacità totale installata a oltre 7 GW. La Rpia stima che i segmenti residenziale e C&I abbiano raggiunto ciascuno circa 1,8 GW di capacità cumulativa, mentre il segmento utility-scale rappresenta circa 3,5 GW.
Le nuove installazioni del 2025 sono composte da 1 GW proveniente dai prosumer e 1,2 GW di progetti utility-scale.
Irene Mihai, direttrice delle politiche della RPIA, ha dichiarato a pv magazine che il principale impulso per gli impinti residenziali e C&I è arrivato dai sussidi disponibili per la copertura dei costi iniziali, finanziati attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e il Fondo per la Modernizzazione.
“È importante notare che il segmento della generazione distribuita è stato plasmato dalla crisi energetica del 2022, che ha rafforzato il ruolo del solare come soluzione economica, competitiva e sostenibile contro la volatilità dei prezzi”, ha spiegato Mihai. “Guardando al 2026, ci aspettiamo che gli stessi fattori continuino a trainare il mercato”.
Il mercato utility-scale rumeno ha goduto di una crescita significativa nel 2025: i 1,2 GW installati sono quasi il doppio rispetto ai 613 MW aggiunti nel 2024. Mihai ha sottolineato che questa crescita deriva dalla realizzazione di progetti avviati nel 2023 e 2024, favoriti da un quadro normativo semplificato per lo sviluppo delle rinnovabili. Il segmento è stato inoltre sostenuto dalle aste con contratti per differenza (CfD), la prima delle quali nel 2025 ha assegnato 1.488 MW di progetti solari distribuiti su 26 impianti.
In base alle prospettive di mercato e ai progetti in corso, Mihai ritiene che la Romania sia in grado di superare l’obiettivo dei 10 GW di solare entro il 2030 stabilito nel Piano Nazionale per l’Energia e il Clima. “Visti i progressi nei cantieri, prevedo che il 2026 sarà un anno ancora più promettente per il segmento solare”, ha affermato. “Ci aspettiamo di aggiungere 2,5 GW entro la fine del 2026, suddivisi tra prosumer e impianti su larga scala”.
Con condizioni di mercato favorevoli ai progetti rinnovabili, Mihai ha sottolineato che l’attenzione futura dovrà concentrarsi sull’efficacia dell’attuale quadro regolatorio.
Nel 2025 la Romania ha annunciato il passaggio a un sistema “first-come, first-served” per l’assegnazione della capacità attraverso gare pubbliche, con la prima asta prevista per la seconda metà del 2026. Mihai ha però segnalato che rimangono dubbi sulla fattibilità dei tempi e della metodologia proposti, che richiedono ulteriori chiarimenti e semplificazioni.
Ha inoltre evidenziato la necessità di coordinare la legislazione primaria e secondaria che regola il rilascio delle licenze operative per la vendita di elettricità. “Attualmente esiste un periodo di “vuoto normativo” tra la certificazione degli asset e il momento in cui l’impianto può immettere energia in rete”, ha spiegato. “Serve un allineamento procedurale per garantire l’accesso immediato al mercato una volta soddisfatti i requisiti tecnici”.
La Romania è diventata osservatore dell’Association of Issuing Bodies (AIB) nel 2025 e punta a diventare membro effettivo entro gennaio 2027, così da rendere scambiabili all’estero le garanzie di origine (GO). L’adesione all’AIB dovrebbe rafforzare il mercato dei PPA (Power Purchase Agreement) del Paese, che finora conta 29 contratti firmati: 15 per il solare, 12 per l’eolico e 2 ibridi solare-eolico.
“Nonostante la vivacità del mercato e l’interesse regionale, il numero di acquirenti rimane limitato a causa della non commerciabilità delle garanzie di origine”, ha spiegato Mihai, aggiungendo che sarà necessario intraprendere una serie di azioni per rendere le GO rumene pienamente compatibili con l’European Energy Certificate System (EECS).
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